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Dolore muscolo-scheletrico e menopausa

Numero 7 - Articolo 4. Ottobre 2006
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Titolo Originale: Musculoskeletal Pain and Menopausal Status
Autori: Dugan, Sheila A., Powell, Lynda H., Kravitz, Howard M. DO, Everson Rose, Susan A., Karavolos Kelly, Luborsky, Judith
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Clinical Journal of Pain. 22(4):325-331, May 2006
Recensione a cura di: Silvana di Marco

 

Introduzione
Precedenti indagini individuano nel dolore uno dei sintomi più frequenti riferiti dalle donne che attraversano il periodo della menopausa. Il presente studio ha tre obiettivi:

  • descrivere la frequenza del dolore in donne di mezza età
  • determinare la eventuale relazione tra dolore e menopausa
  • accertare se i legami tra dolore e menopausa possano essere dovuti ad età, razza, stili di vita, fattori clinici e psico-sociali

e trova il suo razionale nei numerosi studi che suggeriscono un legame diretto tra riduzione di estrogeni circolanti e dolore.

 

Materiali e metodi
La popolazione studiata è costituita da 2218 donne reclutate tra le partecipanti allo studio SWAN (Study of Women’s Health Across the Nation), studio di coorte su 3302 donne di età compresa tra i 42 e 52 anni, età media 48,8 anni, di 5 gruppi etnici: caucasiche, afroamericane, giapponesi, cinesi ed ispaniche, nato per esaminare le variazioni fisiche, biologiche, psicologiche e sociali delle donne in questo particolare periodo della loro vita e con lo scopo, inoltre, di comprendere come l’invecchiamento influisca sulla salute e sulla qualità di vita. L’arruolamento avveniva al momento della terza valutazione annuale, in quanto questo campione comprendeva un miglior assortimento delle varie tappe menopausali. All’inizio furono arruolate 2556 donne, di queste 338 furono escluse per aver assunto terapia ormonale nel precedente anno. L’indagine fu condotta mediante consultazione telefonica o diretta, realizzata da personale addestrato. Furono standardizzati protocolli comuni in grado di fornire informazioni demografiche (età, razza, titolo di studio etc.), storia clinica con particolare attenzione alla sfera riproduttiva, fattori psico-sociali, sintomi psichici e depressione, sintomi fisici e dati antropometrici. Il riferito stato menopausale, principale variabile indipendente, era suddiviso in:

 

 

  • premenopausa, definita da flussi mestruali normali nei tre mesi precedenti (14%)
  • stato perimenopasale iniziale, definito come irregolarità mestruale nei tre mesi precedenti (63% )
  • stato perimenopausale tardivo, definito come assenza di mestruazioni negli ultimi tre mesi, ma presenza nell’ultimo anno (11%)
  • post menopausa, definita come assenza di mestruazioni negli ultimi dodici mesi (12%).

 

Oltre ai quesiti tipici dello studio SWAN, le donne arruolate nel presente studio rispondevano ad ulteriori quesiti relativi a Disturbi e Dolore (dolore dorsale e rigidità articolare, turbe del sonno legate al dolore, limitazione dell’attività lavorativa legata al dolore, consultazioni mediche legate al dolore) Le diagnosi di osteoartrite, l’assunzione di terapia analgesica, l’abitudine al fumo erano indicate con sì o no, la parità con il numero di figli. L’età ed il BMI erano espresse come variabili continue. Per la valutazione di stato depressivo è stata usata la scala CES-D.

 

Risultati
Associazione tra dolore e menopausa: le donne che erano in perimenopausa iniziale, in perimenopausa od in post menopausa, riferivano un maggior grado di dolore e disagio rispetto alle donne in premenopausa a prescindere dalla razza, dall’abitudine al fumo, dal BMI, dal numero delle gravidanze.

 

Discussione
Dallo studio risulta che le donne di media età presentano frequentemente dolore: una su 6 riferisce sofferenza giornaliere nelle ultime quattro settimane, con interferenza del dolore sul lavoro, in maniera da moderata ad estrema. Studi precedenti avevano dimostrato una relazione tra età e dolore. Altri studi indicavano nelle rachialgie la più frequente causa di menomazione. Dolore e sofferenza potrebbero essere sintomi di depressione, soprattutto se associati a limitazione funzionale, e lo stato depressivo potrebbe rappresentare un fattore causale del dolore. Questo tipo di studio non permette di determinare le relazioni causali e temporali tra dolore e depressione; uno studio longitudinale permetterebbe l’analisi tra variazione dello stato depressivo nel tempo, in associazione con i fattori dolore e menopausa. In conclusione si è trovata una relazione significativa ed indipendente tra disturbi, dolore e stato menopausale e questo suggerisce che il declino della funzione riproduttiva nelle donne in menopausa con le relative modificazioni ormonali, è associato con una maggiore percezione del dolore. Future indagini dovrebbero correlare i livelli ormonali sierici con il dolore muscolo-scheletrico.

 

Commento del revisore
L’età “media” o “mezza” è, o dovrebbe essere, l’età in cui la donna sperimenta il massimo grado di benessere, serenità, vigore, risultato dell’interazione di condizioni biologiche con i fattori sociali e culturali individuali. All’inizio del ‘900 la vita media della donna era di 40-50 anni, oggi è quasi raddoppiata, anche se la comparsa della menopausa è rimasta intorno ai 50 anni. Da evento marginale e conclusivo, attualmente la menopausa si colloca cronologicamente quasi al centro della vita biologica femminile e rappresenta una porta che si apre, non rappresentando più l’inizio della vecchiaia, pur essendo un momento indubbiamente denso di valenze complesse. Riuscire a far luce sulla associazione del dolore con la menopausa ci era sembrato degno di interesse, ma il lavoro esaminato riesce a dare risposte concrete solo su prevalenza e localizzazione del dolore. Pensiamo che, viste le caratteristiche già abbondantemente standardizzate del campione reclutato da uno studio già in itinere, con un questionario meno scarno si sarebbero potute ottenere informazioni maggiori e sicuramente più significative.

 

Rilevanza per la medicina generale
La donna in epoca menopausale è affetta più frequentemente da dolori muscolo-scheletrici rispetto alla donna in età fertile. E’ auspicabile una maggior considerazione del Medico di Famiglia verso questo tipo di paziente che, in questo momento della sua vita, prova anche eventi particolarmente importanti dal punto di vista psico-fisico. La maggior frequenza del dolore, al di là della sofferenza, induce un aumento delle consultazioni con il medico di medicina generale; ciò può essere visto come una opportunità per proporre eventuali interventi di prevenzione, estesi anche ad altri aspetti di salute (prevenzione cardiovascolare, oncologica etc.).

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