09
APR
2009
Area Pneumologica

Effetti del fumo passivo ed attivo sull’inalazione di farmaci in pazienti affetti da malattie respiratorie [Numero 7 – Aprile 2009]


Autori: G. Invernizzi, A. Ruprecht, P. Paredi, R. Mazza, C. De Marco, R. Boffi
Recensione a cura di: Carlo Fedele Marulli
Introduzione
Tutti i processi di combustione producono aerosol di particelle sub micrometriche, suddivisi in primitivi e secondari; i primi, prodotti dalla combustione incompleta e i secondi formati dai precursori della fase gassosa. Nell’atmosfera essi possono essere soggetti alla nucleazione, condensazione, coagulazione e reazione di superficie collidendo con altre particelle con la formazioni di particelle di dimensioni maggiori. Il fumo di tabacco è una miscela di condensati e di particelle (> 4000 sostanze chimiche) ed è una delle maggiori fonti di polluzione indoor. Il condensato (ETS) è formato da particelle il cui diametro varia tra 0.1 e 0.2œm (1) Il fumo rappresenta un problema di portata mondiale; molti pazienti che assumono farmaci per aerosol sono ancora fumatori (>25% degli asmatici e dei bronchitici cronici) in particolate l’efficacia degli steroidi inalatori (ICSs) in queste categorie di pazienti è ridotta. (2) Sono state dimostrate alterazioni nel metabolismo di queste sostanze a livello cellulare ma mancano prove sulla loro possibile aggregazione con le particelle di condensato e sul loro aumento di dimensione con ripercussioni sia sulla loro deposizione che efficacia. (3) Tra le cause della ridotta efficacia dei ICS nei fumatori si considera sia l’effetto pro infiammatorio del fumo sia la sua interazione a livello genetico (4). Scopi del presente studio sono:

  1. Valutare le interazioni possibili del profilo aerodinamico delle polveri di fluticasone in presenza di fumo di tabacco in condizioni sperimentali
  2.  Valutare i comportamenti dei fumatori nei riguardi di fumo di sigaretta, tempo e modalità di assunzione dei farmaci

Metodi
Per analizzare il profilo aerodinamico della polvere di Fluticasone (Flixotide 500) è stata usata una scatola di 4 m3 a temperatura, ventilazione ed umidità relativa costante in cui è stata dispersa la sostanza usando un aerosol di 500 L/min per 7 minuti sia in presenza di aria pulita che di fumo di tabacco generato da una sigaretta accesa. Il numero delle particelle e loro dimensioni sono state misurate tramite un laser in grado di contare le particelle in un range da 0.70 a = 5 œm.
Per valutare il comportamento dei fumatori, è stato somministrato un questionario a 16 pazienti con asma ed altrettanti con BPCO in trattamento con ICS con domande sulla loro condizione attuale di fumatori, sul tempo intercorso tra l’accensione di una sigaretta e l’inalazione dei farmaci, il luogo in cui li assumono e le possibili spiegazioni per cui la somministrazione avviene subito dopo aver fumato.

 

Risultati
In aria pulita le particelle in condizioni basali erano < 1.000/L mentre in ambiente con condensato ne sono state contate diverse migliaia. In aria pulita le particelle di Fluticasone erano per il 60% comprese tra 2.00-2.99 e = 5.00 œm, per il 30% tra 1.00-1.99 e 3.00-3.99 e per il 10% tra 0.70-0.99 e 4.00 e 4.99. In presenza di fumo di sigaretta è stata osservata una netta riduzione delle particelle da 0.70 a 1.99 con un incremento delle particelle di dimensioni maggiori rispetto alla condizione aria pulita con un p>0.01 (fig2).
Dai dati ottenuti dal questionario è emerso che molti fumatori fumavano a casa e che effettuavano l’inalazione nella stessa stanza nella quale fumavano; inoltre, il 50% effettuava l’inalazione entro 20 minuti dopo aver fumato, mentre il 22% entro i primi 5 minuti. 

 

 


Discussione
I dati raccolti suggeriscono che il profilo aerodinamico delle particelle di polvere di fluticasone può essere modificato dall’interazione con le particelle di ETS, con un incremento di circa il 15% di quelle di dimensioni = di 3.00 œm, limite oltre il quale esse non sono efficaci. Questo potrebbe rappresentare un altro meccanismo alla base della resistenza agli steroidi inalatori nei pazienti asmatici e bronchitici fumatori. La concentrazione di particelle di tabacco utilizzata in questo studio è nel range della polluzione ETS-derivata nel mondo reale ma comunque di molto inferiore a quella del fumo espirato. Di conseguenza questo fenomeno dovrebbe essere applicato sia al fumo attivo che passivo.
L’interazione tra le particelle dell’ETS e quelle del tabacco avviene con estrema facilità portando alla formazione di particelle di dimensioni maggiori, in funzione della temperatura, carica elettrica e forma delle particelle. Tale interazione potrebbe avvenire non solo con le particelle di ETS presenti nel polmone di un non-fumatore dopo l’esposizione ad un ambiente contaminato da ETS, ma anche con le particelle presenti a più alta concentrazione pochi minuti dopo aver fumato (5).
L’impatto clinico di queste interazioni deve essere ancora valutato, tuttavia i fumatori con BPCO e asma dovrebbero essere avvisati sulla importanza di assumere ICS dopo un periodo di tempo ragionevole dall’aver fumato una sigaretta e, anche per i non fumatori, in un ambiente privo di contaminazione da fumo di tabacco. Questi suggerimenti potrebbero essere applicati anche per la polluzione indoor diversa dal fumo di tabacco.

 

 

Conclusioni del revisore e rilevanza per la pratica quotidiana
Lo studio in oggetto ha il pregio di aver dimostrato che l’efficacia del fluticasone nei pazienti affetti da BPCO ed Asma può essere ridotta quando la sua somministrazione viene effettuata in ambiente fumoso o se il paziente ha fumato da poco quindi il consiglio pratico è:

 

 

  • Abolizione del fumo (ovviamente)
  • In subordine somministrare il fluticasone in ambienti non fumosi o a congrua distanza dall’assunzione del fumo

 

Bibliografia

  1. Morawska L, Barron W, Hitchins J. Experimental deposition of environmental tobacco smoke submicrometer particulate matter in the human respiratory tract. Am Ind Hyg Assoc J 1999; 60: 334–339.
  2. Pedersen B, Dahl R, Karlstrom R, Peterson CG, Venge P. Eosinophil and neutrophil activity in asthma in a one-year trial with inhaled budesonide. The impact of smoking. Am J Respir Crit Care Med. 1996; 153: 1519–1529.
  3. Suarez S, Hickey AJ. Drug properties affecting aerosol behavior. Respir Care 2000; 45: 652–666.
  4. Adcock IM, Ito K, Barnes PJ. Histone deacetylation: an important mechanism in inflammatory lung diseases. COPD 2005; 2: 445–455.
  5. Invernizzi G, Ruprecht A, De Marco C, Paredi P, Boffi R. Residual tobacco smoke: measurement of its washout time in the lung and of its contribution to environmental tobacco smoke. Tob Control 2007; 16: 29–33.
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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 09-apr-09
Articolo originariamente inserito il: 05-gen-09
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