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Emicrania e rischio di malattie cardiovascolari nelle donne

Numero 5 - Articolo 2. Agosto 2006
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Titolo Originale: Migraine and Risk of Cardiovascular Disease in Women
Autori: Tobias Kurth, J. Michael Gaziano, Nancy R. Cook, Giancarlo Logroscino, Hans-Christoph Diener, Julie E. Buring
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: JAMA. 2006;296:283-291
Recensione a cura di: Gaetano D'Ambrosio
Lo Studio
E’ noto che, soprattutto nella sua variante “con aura”, l’emicrania si accompagna ad una più elevata frequenza di stroke ischemico, meno noti sono i rapporti tra emicrania ed eventi ischemici cardiovascolari in generale. Al fine di valutare l’eventuale associazione tra emicrania e rischio cardiovascolare, sono stati esaminati i dati del Women’s Health Study (WHS) uno studio randomizzato e controllato con placebo costruito per verificare l’eventuale efficacia e la tollerabilità di un trattamento a lungo termine con basse dosi di ASA e/o vitamina E nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari e del cancro. Lo studio ha arruolato, negli anni tra il 1992 e il 1995, una coorte di operatrici sanitarie americane di età superiore o uguale a 45 anni, apparentemente libere da malattie cardiovascolari o neoplastiche. Al momento dell’arruolamento sono stati valutati il profilo di rischio cardiovascolare e sono state raccolte informazioni relative alle abitudini di vita e allo stato generale di salute, compresa la eventuale presenza di emicrania. Sono state considerate affette da “emicrania attiva” le donne che riportavano crisi emicraniche nel corso degli ultimi 12 mesi. Durante il follow-up venivano registrati gli eventi cardiovascolari maggiori (stroke ischemico non fatale, infarto miocardico non fatale) ed i decessi per cause cardiovascolari: il verificarsi uno qualsiasi di tali eventi costituiva l’end-point principale. Sono state incluse nello studio 27840 donne delle quali erano disponibili tutti i dati necessari per definire il profilo di rischio CV di base e lo stato relativo alla patologia emicranica.

 

I Risultati
Il 13.0% delle donne incluse nello studio sono risultate affette da “emicrania attiva”, di queste, il 39.7% aveva una emicrania con aura. Al termine di un follow-up medio di 10 anni l’analisi degli eventi ha documentato nelle donne affette da emicrania con aura una incidenza di eventi cardio- e cerebro-vascolari significativamente più elevata (approssimativamente doppia) rispetto alle donne senza storia di emicrania. In particolare, correggendo per numerose variabili comprendenti l’età ed i principali fattori di rischio cardiovascolare, la donne affette da emicrania con aura presentavano, rispetto alle donne senza storia di emicrania, un “hazard ratio” (una misura del rischio relativo di incorrere in un evento, attribuibile ad un particolare fattore, in questo caso l’emicrania) di 2.15 per qualsiasi evento CV maggiore, 1.91 per l’ictus ischemico, 2.08 per l’infarto miocardico, 2.33 per la morte cardiovascolare (valori tutti statisticamente significativi). Le donne con “emicrania attiva” senza aura non mostravano un rischio per eventi cardio-vascolari significativamente diverso da quello delle donne senza storia di emicrania.

 

Limiti dello studio
Lo studio, dalla costruzione solida per la numerosità del campione, il disegno prospettico e la validazione degli eventi che costituiscono l’end-point principale, soffre di alcune limitazioni che tuttavia non ne compromettono la validità. La generalizzabilità dei risultati potrebbe essere limitata dal fatto che la coorte osservata è costituita da operatrici sanitarie prevalentemente di razza bianca e di età superiore a 45 anni. Inoltre, la definizione diagnostica dello stato emicranico è avvenuta mediante un questionario autocompilato che non ha consentito una applicazione rigorosa dei criteri diagnostici definiti dalle linee guida. Infine non sono disponibili informazioni relative all’utilizzo dei farmaci anti-emicranici che potrebbero esercitare un effetto sul rischio CV.

 

Conclusioni
Gli autori concludono che l’emicrania con aura è associata con un rischio aumentato di eventi cardiovascolari maggiori e di morte per cause cardiovascolari comprendenti non solo gli eventi ischemici cerebro-vascolari ma anche la cardiopatia ischemica. Nelle pazienti con emicrania senza aura non si osserva, invece, alcun incremento del rischio. Le basi biologiche della associazione tra emicrania con aura ed eventi cardio- e cerebro-vascolari sono sconosciute nonostante siano state formulate molte ipotesi da verificare con ulteriori ricerche.

 

Rilevanza per la Medicina Generale
La gestione del rischio cardiovascolare rappresenta una delle attività di maggiore rilievo del Medico di Medicina Generale. La possibilità di identificare nei pazienti emicranici una categoria a rischio aumentato è sicuramente di grande interesse, anche in considerazione del fatto che la diagnosi di emicrania è notoriamente sottostimata. Tuttavia, le ricadute pratiche dello studio, dal punto di vista del Medico di Medicina Generale, sono limitate: a) dal fatto che i pazienti con emicrania con aura, per i quali soltanto l’incremento del rischio è dimostrato, rappresentano una minoranza di tutti i soggetti emicranici; b) dalla assenza di dati che comprovino l’efficacia di interventi specifici finalizzati a ridurre il rischio cardiovascolare dei pazienti emicranici con aura; c) dalla assenza di studi che documentino l’utilità di un intervento aggressivo sui fattori di rischio CV in queste pazienti.

 

Considerazioni del revisore
Lo studio non consente di verificare nessuna delle ipotesi sui meccanismi biologici che determinano la maggiore vulnerabilità cardiovascolare delle pazienti emicraniche con aura anche se la conferma del coinvolgimento cardiaco oltre a quello cerebrale farebbe pensare alla aumentata incidenza di alterazioni aterosclerotiche oltre al possibile meccanismo trombo-embolico. Uno studio recente ha dimostrato come la probabilità di riscontrare un rischio cardiovascolare globale elevato sia approssimativamente raddoppiata nei pazienti affetti da emicrania con aura. Nello studio in esame il rischio cardiovascolare globale delle pazienti arruolate non è riportato ma l’analisi delle caratteristiche di base ha evidenziato come le pazienti affette da emicrania con aura mostrassero una più spiccata familiarità per infarto miocardico precoce, un peggiore profilo lipidico, un più frequente utilizzo di preparati ormonali a scopo contraccettivo o di terapia sostitutiva. Tuttavia, anche applicando correzioni statistiche per un numero elevato di fattori di rischio cardiovascolare, la maggiore incidenza di eventi nelle pazienti affette da emicranica con aura rimane statisticamente significativa.
Le conclusioni del presente studio rappresentano un ulteriore stimolo per il Medico di Medicina Generale a ricercare attivamente e a diagnosticare correttamente il sintomo “cefalea”, generalmente sottovalutato. Le donne affette da emicrania senza aura possono essere rassicurate, quelle che presentano i sintomi dell’aura dovrebbero essere studiate più attentamente dal punto di vista del rischio cardio-vascolare. Ulteriori studi sono necessari per definire il profilo di rischio delle donne di età inferiore a 45 anni e degli uomini con emicrania e, soprattutto, per capire se l’emicrania con aura può essere considerata un fattore di rischio cardiovascolare modificabile ovvero se interventi specifici sono in grado di migliorare il profilo di rischio dei pazienti che ne sono affetti.

 

[1]Neurology. 2005 Feb 22;64(4):614-20

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