Home Letteratura Area Cardiovascolare Consumo di noci e livelli di lipidi nel sangue. Un’analisi aggregata su 25 interventi esplorativi

Consumo di noci e livelli di lipidi nel sangue. Un’analisi aggregata su 25 interventi esplorativi

Numero 46 - Articolo 1. Luglio 2010
13 minuti di lettura
1
137
Titolo Originale: Nut Consumption and Blood Lipid Levels. A Pooled Analysis of 25 Intervention Trials.
Autori: Joan Sabate, Keiji Oda, Emilio Ros.
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Arch Intern Med. 2010;170(9):821-827
Recensione a cura di: Bruno Glaviano


Lo studio
Gli interventi dietetici per ridurre i valori di colesterolo nel sangue, e per modificare i livelli di lipoproteine, sono fondamentali nei piani di prevenzione e trattamento della malattia coronarica. Il consumo di noci è stato recentemente oggetto di approfondite ricerche, per la potenziale riduzione di rischio coronarico, e la diminuzione dei valori lipidici ematici dovuti a particolari caratteristiche nutrizionali. Le noci sono alimenti ricchi di nutrienti, rappresentati per il 10-25% da proteine vegetali, e per il 50-75% da grassi, soprattutto acidi grassi insaturi. Sono anche una ricca fonte di altri nutrienti, fibre, minerali (rame, magnesio, potassio), vitamine (acido folico, niacina, vitamina E, vitamina B6), e altri costituenti bioattivi come gli antiossidanti fenolici, e i fitosteroli. Studi epidemiologici hanno costantemente mostrato che il consumo frequente di noci riduce il rischio coronarico. Una stima sintetica di quattro rilevanti studi epidemiologici indica una riduzione media di rischio cardiovascolare del 37% nei soggetti che consumavano quattro o più porzioni alla settimana, rispetto a chi ne consumava occasionalmente, o mai, con una riduzione media dell’8,3% per ogni porzione in più consumata ogni settimana. In base a dati scientifici che documentano i benefici del consumo di noci, la FDA ha pubblicato nel 2003 una dichiarazione di qualità sulla salute, che conclude che l’assunzione di 43 grammi al giorno di alimenti specifici (mandorle, nocciole, noci pecan, pistacchi, noci e noccioline) può ridurre il rischio cardiovascolare. Mentre molti dei meccanismi di questo effetto protettivo sono solo ipotizzati, le proprietà di riduzione dei lipidi sono stati ampiamente studiate. Sono stati condotti più di 25 studi di intervento dietetico, per investigare gli effetti del consumo di noci sui valori lipidici, diversi tra loro rispetto al tipo e alla quantità di noci consumate, al disegno dello studio, ai criteri di selezione dei soggetti e alla durata. Siccome anche le analisi sono diverse, i fattori che possono essere responsabili di incongruenze tra i diversi studi, e di relazioni dose-risposta, sono rimasti sfuggenti. Gli autori di questo lavoro hanno esaminato gli effetti del consumo di noci sui valori lipidici, e in più se questi effetti erano costanti, dopo stratificazione per diverse variabili (età, sesso, tipo di noce, tipo di dieta di controllo, indice di massa corporea), raggruppando e analizzando i dati grezzi di 25 studi in 7 paesi diversi. È stata eseguita un’ampia ricerca su MEDLINE di studi in lingua inglese, su esseri umani, condotti tra il 1 gennaio 1992 e il 31 dicembre 2004, quindi prima della pubblicazione delle linee guida NCEP-ATP III http://www.nhlbi.nih.gov/guidelines/cholesterol/index.htm, che hanno modificato gli standard di trattamento, e per evitare possibili fattori di confondimento nei pazienti che assumono statine. I criteri di inclusione degli studi comprendevano: studi condotti su esseri umani; presenza di un gruppo di controllo, o valori di lipidi assestati all’inizio dello studio, prima dell’assunzione di noci; intervento dietetico rappresentato esclusivamente dalle noci; consumo di noci per almeno 3 settimane; nessuna assunzione recente di farmaci ipolipemizzanti; assenza di variazioni di peso corporeo tra le diete diverse, al termine degli interventi. Gli autori dei 25 studi così identificati erano quindi contattati, per ottenere i dati disaggregati, da includere nell’analisi. In base alle linee guida NCEP-ATP III, per alcune analisi i soggetti erano stratificati in 3 categorie di valori di LDL: <130mg/dl, 130-160, >160; erano anche stratificati in base ai valori di trigliceridi <150 o =150; e di BMI normale <25, sovrappeso 25-30 o obesi >30. Tra i 583 soggetti esaminati, erano più utilizzate le mandorle (210) e le noci (178), quindi tutti gli altri tipi erano raggruppati in una sola categoria (195). Gli studi erano classificati come a basso controllo dietetico (consumo di noci senza consigli dietetici, e nessun controllo biologico dell’adesione alla dieta), medio ( consigli dietetici e controllo biologico dell’adesione alla dieta), o ad alto controllo dietetico (studi metabolici che fornivano le noci e i pasti); infine in studi finanziati dall’industria, o da altre fonti.
 
Risultati

  • Negli studi esaminati, il campione di soggetti in studio era compreso tra 10 e 49 (in media, 20), di età compresa tra 19 e 86 anni (46 in media), per un totale di 307 maschi e 276 femmine; in 9 studi i soggetti erano ipercolesterolemici, con valori di colesterolo totale compresi tra 236 e 259 e di LDL 154-178; negli altri i valori erano normali, compresi tra 125 e 222 per il colesterolo totale, e 67-142 di HDL. Il BMI era compreso tra 17 e 49 (in media 27), e il consumo quotidiano di noci tra 23 e 132 grammi, in media 67.
  • Rispetto alle diete di controllo, le noci riducevano il colesterolo totale, HDL, il rapporto LDL/HDL, e colesterolo totale/HDL, sempre con differenze statisticamente significative. Non avevano invece effetto sul colesterolo HDL, e sui trigliceridi, eccetto nei soggetti con ipertrigliceridemia.
  • Questi effetti erano simili nei due sessi, in tutte le età, e per i diversi tipi di noci consumati.
  • La riduzione media di colesterolo totale era di 12,5 mg/dl, quella di LDL 14,9, maggiore nei soggetti con LDL elevate (>160), e in quelli con BMI più basso (<25).
  • Gli effetti erano dose specifici: se l’energia in una dieta di 2.000 kcal era rappresentata per il 20% da noci (corrispondenti a 71g), il colesterolo totale era ridotto del 4,5% e quello LDL del 6,5%; se 12,2% (43g) – il valore raccomandato dalla FDA – del 3,2% e 4,9%; se 10% (35g) 2,8% e 4,2%. Riduzioni simili, dose-dipendenti, erano stimate anche per il rapporto LDL/HDL e per i trigliceridi con valori basali >150 mg/dl.
  • L’effetto relativo di riduzione dei lipidi era maggiore se la dieta di controllo era di tipo occidentale (-7,4% colesterolo totale e -9,6% HDL), mentre rispetto alla dieta mediterranea era rispettivamente -4,3% e -6,7%, e a quella ipolipidica -4,1% e -6%. Solo nel primo caso la differenza è statisticamente significativa.
Implicazioni per la Medicina Generale.
Il consumo giornaliero di noci ha effetti positivi sul profilo lipidico, riducendo i valori di colesterolo totale, di colesterolo LDL, e di trigliceridi nei soggetti con valori basali superiori a 150 mg/dl. Questi effetti sono simili nei due sessi, nelle diverse età, e per i diversi tipi di noci consumate (noci, nocciole, noccioline, mandorle, pistacchi), e sono dose dipendenti: maggiori se le noci rappresentano il 20% delle calorie quotidiane, pari a 71 grammi, equivalenti a 8-10 noci e 400-500 calorie. I soggetti che beneficiano maggiormente di questi effetti sono quelli con valori iniziali di LDL superiori a 160 mg/dl, quelli con indice di massa corporea inferiore a 25, e quelli che seguono una dieta occidentale, ricca in grassi.
 
Limiti dello studio
Gli autori non riportano limiti al loro lavoro.
 
Commento del revisore
Sono necessari ulteriori studi per chiarire la mancata riduzione del colesterolo nei soggetti obesi, o con sindrome metabolica. Gli obesi hanno probabilmente una produzione endogena di colesterolo superiore, in relazione alla resistenza all’insulina, e riduzione dell’assorbimento intestinale di colesterolo, quindi potrebbero rispondere meno agli steroli vegetali, che interferiscono con l’assorbimento di colesterolo. La presenza di un effetto dose dipendente suggerisce l’aumento delle dosi quotidiane di noci, ad esempio 71 grammi rispetto ai 43 consigliati dalla FDA, nella popolazione generale. La ricerca suggerisce che questo non porta ad aumento di peso, nel contesto di una dieta equilibrata. Altri effetti benefici delle noci, cibo completo e consumato regolarmente dall’antichità, sono il miglioramento della funzione endoteliale, la riduzione dello stress ossidativo, la riduzione dei valori di lipoproteine a, la riduzione del rischio di sviluppare diabete tipo II. Questo può spiegare come la riduzione di colesterolo LDL del 7,4% ottenuta con le noci, modesta rispetto alle statine, causa una riduzione del rischio cardiovascolare più che doppia (-37% stimata in studi epidemiologici), rispetto a quella attribuibile al solo effetto di riduzione del colesterolo.

Carica più articoli correlati
Carica ancora in Area Cardiovascolare

Leggi Anche

Dott. Damiano Parretti: Il portale dei trattamenti anticoagulanti

Documento di CONSENSUS elaborato da un gruppo di lavoro SIMG-FCSA sulla gestione delle cor…