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Uso di dispositivi palmari per una esperienza di collaborazione e condivisione di informazioni cliniche tra medici

Numero 4 - Marzo 2008
13 minuti di lettura
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Titolo Originale: Mobile collaborative medical display system
Autori: Sanghun Park, Wontae Kim, Insung Ihm
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Computer Methods and Programs in Biomedicine
Recensione a cura di: Piercarlo Salari
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Sintesi
Il presente articolo, frutto di un’esperienza coreana, non propone i risultati di uno studio ma illustra la realizzazione di un sistema informatizzato del tutto innovativo per quanto riguarda l’impiego del palmare in ambito medico. Com’è ben noto a tutti coloro che traggono dalla tecnologia i maggiori vantaggi nel migliorare l’interazione con i colleghi e nel velocizzare i tempi di elaborazione e scambio di dati, sono due gli aspetti pratici di particolare rilevanza nell’ideazione di una metodologia operativa: innanzitutto l’identificazione degli strumenti in relazione alle loro prestazioni e potenzialità; in secondo luogo l’ottimizzazione dei servizi disponibili. In questa pubblicazione viene descritto un sistema costituito dalla triade palmare-interfaccia di gestione della connessione (o gateway)-sistema di archiviazione dei dati. L’ambito applicativo riguarda l’accesso da parte di più operatori ai dati di tomografia computerizzata o risonanza magnetica di un paziente, con la possibilità di una ricostruzione tridimensionale delle immagini. Le osservazioni dei tre autori possono quindi costituire una base di partenza per chi decidesse di istituire una piattaforma in cui per esempio diversi specialisti possano accedere alla cartella clinica, esplorare le indagini diagnostiche svolte con particolare riferimento a quelle visive e condividere infine commenti e decisioni. La conclusione è positiva relativamente alla struttura concettuale del sistema, ma richiama l’attenzione su alcuni attuali limiti tecnici del palmare, in particolare per quanto riguarda la riproduzione di video in formato mpeg4 e la velocità di connessione, ancora relativamente lenta in rapporto all’entità dei pacchetti di dati da scaricare e/o inviare al server.
Metodi
L’articolo si struttura in tre parti principali. Nella prima viene illustrata una sintesi dei principali studi sull’impiego del palmare; nella seconda viene descritto il sistema messo a punto dagli autori, basato sulla possibilità di interscambio e consultazione delle informazioni; nella terza infine si commentano i risultati del test realizzato, evidenziando i punti di debolezza e i margini di miglioramento del sistema. Una prima considerazione riguarda gli obiettivi del network e di conseguenza dell’operatività del palmare: privilegiare il download in tempo reale dei dati, offrendo la possibilità di più sessioni aperte, o dare spazio invece all’interazione tra gli utenti affinchè possano essere modificati i vari elementi a disposizione degli utenti? In secondo luogo vanno presi in esame i limiti delle tecnologie impiegate, come per esempio la definizione delle immagini, la possibilità di errori di interpretazione e i protocolli adottati. L’elemento nodale del sistema elaborato dai tre autori è il “gateway”, ossia la centralina (di fatto un computer) che smista le connessioni e funge da interfaccia con i dati archiviati. La figura 1 mostra in pratica l’organizzazione delle connessioni, che si basa su un punto di accesso wireless a cui si connettono i palmari e a sua volta collegato al gateway. Come si può osservare, le sessioni aperte possono essere diverse, e comprendere più utenti che contemporaneamente “lavorano” sullo stesso archivio. L’obiettivo del sistema era di consentire l’accesso a una serie di dati di diagnostica per immagini che permettevano la ricostruzione tridimensionale della realtà anatomica di un paziente.
Figura 1. Organizzazione del sistema


La figura 2 mostra invece la visualizzazione sul palmare di una finestra di navigazione, che consente di impostare le coordinate e di scegliere la modalità di visualizzazione più consona alle esigenze contestuali di ciascun operatore.

Infine, come mostra la figura 3, ogni operatore può decidere se avviare una nuova sessione o inserirsi in una già aperta e come utilizzare i dati acquisiti.


igura 3. Interazione operatore-palmare-gateway


Il palmare impiegato è l’HP iPaq hx4700 PDA dotato di processore 624MHz Intel PXA270 CPU e display con definizione. Il sistema operativo era Microsoft Windows Mobile 2003 per Pocket PC. 

Risultati
Il vero fattore limitante è risultato il tempo di elaborazione dei dati, e in particolare quello necessario alla conversione delle immagini. La figura 4 mostra i tempi di trasmissione e di accesso in rapporto a sottovolumi di dati (cioè a pacchetti di informazioni, sulla base della selezione di ciascun operatore) e alla trasformazione di questi ultimi per adattarli alle prestazioni di visualizzazione del palmare. Si può notare come la risoluzione maggiore (512 x 512 x 512 voxel; il voxel è un’unità tridimensionale, analogo al pixel, che rappresenta invece un punto bidimensionale) ha comportato un maggior dispendio di tempo. 


Figura 4. Tempo necessario all’accesso o alla trasmissione dei dati in rapporto alla  loro dimensione o alla definizione delle immagini

Conclusioni del revisore
L’esperienza minuziosamente descritta dagli autori ha mostrato la fattibilità teorica di un sistema in cui un ipotetico numero di utenti possa collegarsi a una rete senza fili con il proprio palmare e accedere alle informazioni archiviate in un’unità centrale. Le applicazioni possono essere molteplici, e in questo caso l’interesse si è focalizzato sulla possibilità di fruire di immagini tridimensionali, elaborandole a seconda della necessità dell’operatore. Si tratta pur sempre di un modello che può essere esportabile in qualsiasi ambito della medicina e con qualsivoglia finalità, dall’aggiornamento in tempo reale di una cartella clinica alla consultazione per esempio dello storico di un paziente alla pianificazione in tempo reale di un intervento farmacologico o chirurgico. Si potrebbe pensare a simulazioni piuttosto che a discussioni virtuali o teleconsulti tra professionisti in sedi distanti direttamente sul palmare, che grazie al suo ingombro ridotto e al suo progresso continuo tende sempre più a emulare il pc e ad accorpare molteplici funzionalità, se si pensa alla sua incorporazione di un telefono cellulare, di una webcam e perfino di un navigatore satellitare o, come avviene sui treni, di emettitore di biglietti. La conclusione degli autori è chiara: occorre lavorare ancora affinchè le prestazioni della rete e del palmare raggiungano quegli standard sufficienti a permettere un’interazione soddisfacente. Ciononostante è bene non perdere di vista le potenzialità di questo sistema, per esempio in un centro piccolo, in cui si possono ottenere in tempo reale pareri specialistici o suggerimenti terapeutici da altri colleghi.

Rilevanza per la Medicina Generale
Finora il palmare è stato forse sottovalutato, sia per il suo utilizzo come strumento ibrido (pianificazione degli appuntamenti, giochi, telefonia, ascolto della musica come lettore mp3) sia per le sue ridotte prestazioni, a partire dalla definizione dello schermo. La tecnologia sta però facendo passi da gigante e promette anche alla Medicina interessanti prospettive di sviluppo, conferendo a questo strumento una dignità sempre più vicina a quella del computer. L’obiettivo da raggiungere è quello di utilizzare il palmare quale supporto “ovunque, sempre e per chiunque”. In questo articolo si parla di immagini 3D, ma senza sforzare troppo la fantasia non risulta difficile pensare a come in Medicina generale questo pratico dispositivo possa trovare sbocchi di impiego: dalla ricezione in tempo reale dei risultati dal vicino laboratorio alla prescrizione di medicinali che il paziente potrebbe ritirare direttamente in farmacia, dalla prenotazione di una visita o di un’indagine di secondo livello al dialogo con lo specialista o al monitoraggio domiciliare di un assistito. Non ci sono in teoria limiti applicativi: il palmare potrebbe effettivamente trasformarsi in un sostituto del computer che richiama al momento del bisogno le linee guida, segnala le novità appena pubblicate in letteratura, evita sviste grossolane nella prescrizione, gestisce le visite domiciliari permettendo di scaricare sulla cartella elettronica le ultime osservazioni o di accedere all’archivio per recuperare tutte le informazioni su un determinato paziente. Come spesso si giunge a concludere di fronte a questo ambito di esperienze, il palmare è uno strumento che si presta a una varietà di declinazioni pratiche. Sta poi al singolo utente conoscere caratteristiche e limiti tecnici per trarre il massimo vantaggio possibile nello svolgimento della propria attività, in termini di risparmio di tempo, miglioramento dell’efficienza e prevenzione degli errori.

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