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L’assunzione prolungata di cibi arricchiti con steroli e stanoli vegetali esterificati non altera le funzioni neurocognitive e l’umore in soggetti ipercolesterolemici trattati con statina

Numero 4 - Articolo 1. Luglio 2009
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Titolo Originale: Consuming functional foods enriched with plant sterol or stanol esters for 85 weeks does not affect neurocognitive functioning or mood in statin-treated hypercholesterolemic individuals.
Autori: Schiepers Olga JG et al
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: J Nutr 2009; 139; 1-6. DOI: 10.3945/jn.108.103721
Recensione a cura di: Ignazio Grattagliano
Background
Gli steroli vegetali ed i loro derivati stanoli, presenti in vegetali, oli, frutti e cereali, hanno note proprietà ipocolesterolemizzanti (1). Agiscono riducendo l’assorbimento intestinale del colesterolo. L’uso di tali sostanze è generalmente ben tollerato (2) e può essere utile anche in pazienti già in trattamento con statine per ottenere una migliore risposta farmacologica (3). Solo piccole quantità sono assorbite a livello intestinale e raggiungono la circolazione sistemica (4). Finora non sono mai stati valutati i possibili effetti che questi composti possano avere sulle funzioni neurocognitive e sull’umore poichè si pensa che essi non siano in grado di oltrepassare la barriera emato-encefalica. Questa ipotesi si basa sulla somiglianza strutturale con il colesterolo, il quale non raggiunge il tessuto cerebrale dal sangue circolante. Recenti studi, sia autoptici sull’uomo che su animali, avrebbero invece dimostrato la presenza di steroli vegetali a livello cerebrale (5,6). Pertanto, si potrebbe ipotizzare che la loro supplementazione alimentare possa incrementare le concentrazioni encefaliche, soprattutto in condizioni di alterata funzione della barriera emato-encefalica, come nella malattia di Alzheimer. A livello cerebrale, steroli e stanoli potrebbero determinare cambiamenti funzionali poiché in grado di incorporarsi nelle membrane cellulari o di spiazzare il colesterolo. Questi effetti potrebbero avere un impatto negativo sulle diverse funzioni cerebrali, ed in particolare su quelle cognitive (7). Questo studio ha esaminato gli effetti di un’assunzione prolungata di steroli e stanoli vegetali sulle funzioni cognitive e sull’umore in soggetti ipercolesterolemici trattati con statine.

 

Metodi
Lo studio, controllato, randomizzato, ed in doppio cieco è stato condotto in soggetti in trattamento con statine per ipercolesterolemia (n=54, 32 maschi, 43-69 anni, indice di massa corporea <32 kg/m2, pressione sistolica < 200mmHg). I partecipanti furono invitati ad assumere margarina “light” (40% di grassi) per 5 settimane. Successivamente vennero divisi in modo random in 3 gruppi, stratificati per età, sesso e livello d’istruzione, e per le 85 settimane successive ricevettero rispettivamente la stessa margarina “light”, o una margarina arricchita con steroli vegetali (2.5 g/die) o una arricchita con stanoli vegetali (2.5 g/die), entrambi esterificati con olio di girasole. Il consumo giornaliero imposto di margarina era di 30 g. Durante lo studio sono stati effettuati prelievi ematici per il dosaggio sierico degli steroli e stanoli vegetali. Ai partecipanti venne richiesto di annotare ogni cambiamento di abitudini e comportamento e furono valutate le funzioni cognitive (mini-mental state, capacità d’apprendimento, memoria ed attenzione) ed invitati a completare un questionario all’inizio ed alla fine dello studio.

 

Risultati
La partecipazione in termini di consumo di margarina e di compliance allo studio fu eccellente. Al termine del periodo di studio, la concentrazione sierica di steroli e di stanoli vegetali era significativamente più alta nei gruppi trattati rispetto ai controlli riceventi solo margarina “light” e i livelli sierici di colesterolo totale e LDL erano significativamente più bassi nei pazienti che avevano assunto steroli e stanoli rispetto ai controlli. I livelli circolanti di 24(S)-idrossi-colesterolo, marcatore surrogato dei livelli di colesterolo cerebrale, non risultarono essere alterati nei soggetti trattati con steroli e stanoli. La supplementazione con steroli e stanoli non alterò le capacità mnemoniche, la velocità di ideazione, le capacità cognitive e lo stato di umore dei pazienti.

 

 

Implicazioni per la pratica clinica
Questo studio dimostra, per la prima volta, che l’assunzione protratta di steroli e stanoli vegetali a dosi raccomandate non altera le performance cognitive e lo stato di umore di soggetti ipercolesterolemici trattati con statine, nonostante la dimostrazione di un significativo incremento delle concentrazioni sieriche di questi composti. Quest’ultimo dato suggerisce che sia gli steroli che gli stanoli vegetali vengono in parte assorbiti a livello intestinale e raggiungono la circolazione sistemica. I risultati di questo studio rafforzano i dati a nostra disposizione dimostranti l’assenza di turbe neurologiche da steroli e stanoli come già osservato in soggetti geneticamente affetti da sitosterolemia (8), condizione caratterizzata da alti livelli circolanti di queste sostanze. Queste osservazioni implicano indirettamente che questi composti non oltrepassano la barriera emato-encefalica o che non sono incorporati nelle membrane neuronali, consentendo un normale funzionamento delle sinapsi e una normale trasmissione di segnali. Tra l’altro non altererebbero i livelli di colesterolo cerebrale. Tuttavia, la non elevata numerosità del campione di studio non permette di trarre delle conclusioni definitive e di escludere eventuali minimi effetti sulle capacità cognitive, né di estendere questi risultati alla popolazione generale non ipercolesterolemica e/o non trattata con statine.

 

 

Conclusioni del revisore
Questo studio ha indagato un aspetto insolito e mai ricercato prima, ma altrettanto interessante, riguardante i potenziali effetti dell’assunzione protratta di steroli e stanoli vegetali sulle funzioni cerebrali nell’uomo. L’importanza di questa indagine deriva dal fatto che questi prodotti, negli ultimi anni, stanno progressivamente espandendo la loro quota di mercato per gli effetti ipocolesterolemizzanti. Tra l’altro, essi sfuggono al controllo medico essendo preparati che possono essere acquistati liberamente in farmacia senza prescrizione o possono essere presenti come supplementazione in diversi alimenti. L’ipotesi che queste sostanze possano attraversare la barriera emato-encefalica e condizionare le funzioni cerebrali ci induce a riflettere su molte altre possibili situazioni di alterazione delle funzioni cerebrali indotte da sostanze esogene, farmaci inclusi. Questo studio, inoltre, contribuisce anche a mantenere vivo l’interesse verso i possibili effetti collaterali attribuibili a sostanze generalmente presenti in natura e pertanto ritenute innocue. Dal punto di vista pratico, al medico resta l’utile messaggio, trasferibile al paziente, dell’assenza di effetti collaterali cerebrali ascrivibili a steroli e stanoli vegetali e della loro possibile associazione con le statine nel trattamento dei pazienti con ipercolesterolemia. Corre l’obbligo di sottolineare sempre i limiti della trasferibilità dei risultati nella pratica clinica e, per questo studio, è necessaria conferma da popolazione più ampia di soggetti da studiare e la valutazione in pazienti con compromissione della barriera ematoencefalica come nelle encefalopatie vascolari o degenerative.

 

 

Bibliografia

 

 

  1. Miettinen TA, et al. Reduction of serum cholesterol with sitostanol-ester margarine in a mildly hypercholesterolemic population. N Engl J Med. 1995;333:1308–12.
  2. Blair SN, et al. Incremental reduction of serum total cholesterol and low-density lipoprotein cholesterol with the addition of plant stanol ester-containing spread to statin therapy. Am J Cardiol. 2000;86:46–52.
  3. Hendriks HF, et al. Safety of long-term consumption of plant sterol esters-enriched spread. Eur J Clin Nutr. 2003;57:681–92.
  4. Ostlund RE Jr, et al. Gastrointestinal absorption and plasma kinetics of soy Delta(5)-phytosterols and phytostanols in humans. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2002;282:E911–6.
  5. Jansen PJ, et al. Dietary plant sterols accumulate in the brain. Biochim Biophys Acta. 2006; 1761:445–53.
  6. Heverin M, et al. Changes in the levels of cerebral and extracerebral sterols in the brain of patients with Alzheimer’s disease. J Lipid Res. 2004;45:186–93.
  7. Kotti TJ, et al. Brain cholesterol turnover required for geranylgeraniol production and learning in mice. Proc Natl Acad Sci USA. 2006;103:3869–74.
  8. Kidambi S, et al. Sitosterolaemia: pathophysiology, clinical presentation and laboratory diagnosis. J Clin Pathol. 2008;61:588–94.
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