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Quali sono i fattori prognostici della progressione radiografica dell’osteoartrite del ginocchio? una meta-analisi della letteratura

Numero 33. Ottobre 2015
45 minuti di lettura
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Titolo Originale: What Are the Prognostic Factors for Radiographic Progression of Knee Osteoarthritis? A Meta-analysis
Autori: Alex N. Bastick, Janneke N. Belo , , Jos Runhaar , Sita M. A. Bierma-Zeinstra
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Clin Orthop Relat Res. 2015 Sep; 473(9): 2969–2989
Recensione a cura di: Vanni Mascheroni, Trad.di Maria Mascheroni

Introduzione

La prevalenza di osteoartrite del ginocchio (OA) è in aumento in tutto il mondo e continuerà ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione generale. Conseguentemente all’aumento dell’incidenza vi è l’aumento del numero di pazienti con OA inclini ad un ulteriore deterioramento del ginocchio. È importante, quindi, capire, controllare e tentare di evitare l’ulteriore progressione della malattia nei pazienti con OA del ginocchio. Nel 2007, Belo et al.  hanno pubblicato la prima revisione sistematica sui fattori prognostici di progressione di OA del ginocchio. Hanno rilevato che una OA generalizzata e i livelli di acido ialuronico sono associati alla progressione di OA del ginocchio. Questo non accade per il dolore al ginocchio, la gravità radiografica basale, il sesso, la forza del quadricipite, il vecchio infortunio al ginocchio, e l’attività sportiva regolare. Riguardo i rimanenti fattori prognostici le evidenze sono limitate o in conflitto. La ricerca nella letteratura è durata fino a dicembre 2003; tuttavia, molti articoli che hanno studiato la progressione radiografica di OA del ginocchio sono stati pubblicati nel decennio successivo a tale esame. Pertanto, gli autori di questo articolo hanno effettuato un aggiornamento della revisione sistematica di Belo et al.  per verificare l’eventuale presenza di evidenze sui fattori prognostici di progressione radiografica di OA del ginocchio.

Strategia e criteri di ricerca

Ricerca in letteratura

Nella revisione da Belo et al. [4], la ricerca della letteratura era stata eseguita in MEDLINE ed EMBASE riguardo tutti gli studi osservazionali disponibili fino a dicembre 2003. Gli autori hanno quindi cercato in MEDLINE ed EMBASE da dicembre 2003 fino a febbraio 2013. Le parole chiave erano: ginocchio, osteoartrite (o artrite, artrosi, o malattia degenerativa delle articolazioni), progressione (o prognosi, precipitazione, predizione) e caso-controllo (o coorte, longitudinale, o follow-up). Gli articoli sono stati riesaminati per l’inclusione in modo indipendente da due autori. Criteri di inclusione utilizzati: 85% o più dei partecipanti nell’analisi per la progressione di OA ha evidenza radiografica di OA del ginocchio al basale; lo studio indaga determinanti associati alla progressione radiografica di OA del ginocchio; la progressione radiografica è la misura del risultato; lo studio ha un design caso-controllo o di coorte con un follow-up minimo di 1 anno; disponibilità del testo integrale; lingua inglese, olandese, tedesco, o francese. Sono stati esclusi studi riguardanti l’incidenza di OA del ginocchio. Una descrizione dettagliata della strategia di ricerca è disponibile online (Appendice 1. Materiali supplementari sono disponibili nella versione online CORR). Tutti gli articoli sono stati esaminati per l’inclusione in modo indipendente da due autori. Studi che hanno utilizzato MRI per definire la progressione di OA sono stati esclusi. Tuttavia, sono stati inclusi studi che utilizzavano MRI come fattore prognostico.

Qualità metodologica

Sono stati utilizzati gli stessi criteri di valutazione della qualità metodologica della revisione originale di Belo et al. [4] (Tabella 1). Questi criteri sono basati su criteri assodati utilizzati nelle revisioni sistematiche di fattori prognostici per pazienti con disturbi muscoloscheletrici e sono stati descritti da Lievense et al. [49], Scholten-Peeters et al. [69], e Altman [1]. I criteri riguardano la validità interna e la capacità di informazione dello studio. Tutti gli articoli inclusi sono stati valutati in modo indipendente da due autori. È stato calcolato il Coefficiente kappa di Cohen (K) per valutare la concordanza.

Tabella 1: Criteri di valutazione della qualità metodologica

Popolazione di studio
Descrizione dell’origine della popolazione

Criteri di inclusione corretti

Sufficiente descrizione dei criteri di inclusione

Follow-up
Follow-up di almeno 1 anno

Raccolta di dati prospettica o retrospettiva

Perdita al follow-up ≤20%

Spiegazioni riguardo la perdita al follow-up (selezione per età, genere, severità)

Esposizione
Valutazione dell’esposizione in cieco per l’esito

Stessa metodica di misurazione dell’esposizione al basale e al follow-up nella popolazione in studio

Esito
Valutazione dell’esito in cieco per l’esposizione

Stessa metodica di misurazione dell’esito nella popolazione in studio al basale e al follow-up

Analisi
Presenza di misure di associazione o di varianza

Aggiustamento per età, genere e severità

Riedita con il permesso di John Wiley and Sons from Belo JN, Berger MY, Reijman M, Koes BW, Bierma-Zeinstra SM. “Prognostic factors of progression of osteoarthritis of the knee: a systematic review of observational studies.” Arthritis Rheum. 2007;57:13–26.

Estrazione dei dati

I dati estratti sono stati: caratteristiche della popolazione dello studio, fattori di rischio osservati, definizioni di progressione di OA del ginocchio e misure di associazione.

Sintesi delle evidenze scientifiche

Rapporti di probabilità (Odds ratio, OR), rischi relativi (RR), rapporti di rischio (hazard ratio, HR) sono stati calcolati quando vi era coerenza a livello di definizione della popolazione in studio, determinanti misurati ed esito valutato (usando Review Manager [RevMan], Versione 5.3; Copenhagen, Danimarca: The Nordic Cochrane Centre, The Cochrane Collaboration, 2014). È stata testata l’eterogeneità con i test chi-square e I-square. Se l’eterogeneità era assente, è stato applicato un modello a effetti fissi per calcolare OR tramite il test di Mantel Haenszel. In assenza di coerenza tra le definizioni di OA, una sintesi delle migliori evidenze è stata utilizzata per riassumere i dati. Il livello delle evidenze era basato sulle linee guida aggiornate da Furlan et al, quindi i livelli sono così suddivisi: (A) forti, cioè risultati coerenti (>75%) in due o più studi di alta qualità; (B) moderati, ossia, risultati da uno studio di alta qualità e risultati coerenti in due o più studi di bassa qualità; (C) limitati, ossia, risultati da un studio di alta qualità o risultati coerenti in tre o più studi di bassa qualità; e (D) in conflitto o inconcludenti, ossia, meno del 75% degli studi riporta risultati coerenti, oppure risultati basati su un solo studio. L’alta qualità è stata definita come un punteggio di qualità pari a 9 o maggiore (>65% del punteggio massimo ottenibile). Per la sintesi delle migliori evidenze gli autori hanno differenziato solo tra studi di alta e bassa qualità.

Studi inclusi

Dei 1912 articoli identificati utilizzando questa strategia di ricerca, 43 soddisfacevano i criteri di inclusione [2, 5, 7, 11, 13, 19, 20, 25-28, 30, 35, 38-44, 46, 48, 50-52, 55, 57-62, 64-66, 73, 74, 78, 85, 88, 91-93]. Belo et al. avevano recensito 36 articoli [3, 8, 12, 14-16, 18, 21-24, 29, 31, 32, 37, 45, 47, 53, 54, 56, 63, 70-72, 75-77, 79-83, 87, 89, 94, 96]; quindi il numero totale di studi inclusi era 79 e riguardavano 59 determinanti per la progressione di OA del ginocchio (Tabella 2 caratteristiche degli studi revisionati (n=79)vedi articolo originale). Tre revisori tra gli autori hanno valutato 559 punti riguardo la qualità metodologica dei 43 articoli recentemente inclusi e hanno concordato positivamente su 519 punti (93%; K=0,79). Il disaccordo sui restanti 53 punti è stato risolto in una singola riunione consultiva. Settantadue del 79 articoli inclusi sono stati valutati come di alta qualità (punteggio,9-13) e solo un articolo aveva raggiunto il punteggio massimo. Gli altri sette sono stati valutati come di bassa qualità, tuttavia nessun articolo ha ricevuto un punteggio inferiore a 6. Sei criteri sono stati utilizzati per l’inclusione dei soggetti con OA e sono state applicate 13 definizioni per caratterizzare la progressione radiografica di OA. Inoltre, esistevano differenze nel metodo di misurazione dei determinanti in studio, ossia, continuo, dicotomico, o categoriale con diversi punti cut-off.

Risultati degli studi

A causa del grande numero dei determinanti studiati (n = 59), gli autori hanno raggruppato le evidenze in cinque diverse categorie: fattori sistemici (Tabella 3 Fattori sistemici discussi negli studi revisionati) vedi articolo originale (VAO) .; caratteristiche di malattia (Tabella 4 Caratteristiche di malattia discusse negli studi revisionati) (VAO) ; fattori intrinseci (Tabella 5) (VAO) ; fattori estrinseci (Tabella 6) (VAO) ; e marcatori (Tabella 7 Marker discussi negli studi revisionati) (VAO) ;. Alcuni autori hanno presentato associazioni statisticamente significative per la progressione di OA, ma utilizzavano valori P o coefficienti di regressione come misure di associazione [3, 5, 12, 14, 20, 21, 23, 31, 37, 41, 42, 44, 45, 47, 48, 52, 62, 63, 72, 74, 77, 80, 82, 85, 87, 93]. Gli autori hanno scelto di presentare solo OR, RR, o HR come misure di associazione; tuttavia, hanno redatto un articolo riguardo le associazioni significative per la progressione di OA.

Analisi di sensibilità

Gli autori hanno condotto un’analisi di sensibilità per i fattori per i quali era necessaria una sintesi delle migliori evidenze in modo da verificare se le differenze in termini di dimensioni del campione potessero aver modificato le loro conclusioni. Inoltre gli autori hanno verificato se grandi variazioni nel follow-up avrebbero potuto portare a differenti conclusioni.

Risultati

Sintesi dei risultati per fattori sistemici, caratteristiche della malattia, fattori intrinseci, fattori estrinseci, e marcatori sono disponibili nella versione online (Appendice 2. Materiale supplementare, CORR.).

Risultati raccolti

La presenza al basale di dolore al ginocchio e di nodi di Heberden è stata associata alla progressione di OA del ginocchio. I rapporti di probabilità OR, basati sui dati raccolti dagli studi coerenti per le caratteristiche di, inclusione in OA, progressione di OA, e del determinante dello studio, erano 2,38 per il dolore al ginocchio al basale (CI 95%, 1,74-3,27; I2 =52%) (Fig. 1) e 2,66 per la presenza di nodi Heberden (CI 95%, 1,46-8,84; I2 =0%) (Fig. 2). A causa del gran numero di determinanti, ciascuno associato ad un ristretto numero di studi, e a causa della mancanza di coerenza tra gli studi revisionati riguardo i criteri d’inclusione, le misure di esito e le misure di associazione, non è stato possibile creare una statistica per la maggior parte della determinanti.

Sintesi delle migliori evidenze

Per i restanti determinanti, è stata sviluppata una sintesi delle migliori evidenze, che ha mostrato che in base a dati consistenti da diversi studi di alta qualità, sembra esserci una forte evidenza che il varismo, i livelli sierici di TNF-alfa e di acido ialuronico siano associati alla progressione radiografica di OA del ginocchio. Vi è anche una forte evidenza che il genere (femminile), un vecchio infortunio al ginocchio, la forza del quadricipite, il fumo, la corsa e la regolare attività sportiva non siano associati alla progressione di OA del ginocchio. Una evidenza moderata mostra che un maggiore introito di vitamina D con la dieta è inversamente associato alla progressione di OA del ginocchio. Finora, quindi, esistono limitate evidenze che l’etnia, la sindrome metabolica, le componenti genetiche del momento di adduzione, il danno meniscale, ROM del ginocchio, l’assunzione di vitamine in generale e di beta-carotene, i livelli sierici di IL-10 e N-propeptide del collagene di tipo II, i livelli sinoviali della sequenza amminoacidica del neoepitopo aggrecano e di IL-18, e la progressione frattale nell’analisi radiografica della linea di frattura siano associati alla progressione di OA del ginocchio. Anche per l’associazione tra progressione di OA e osteoporosi esistono limitate evidenze dalla letteratura; come anche per l’uso di estrogeni passato o presente; le concentrazioni di acido urico; la depressione o l’ansia; la forza muscolare; le lesioni della matrice ossea o l’edema; la meniscectomia; la condrocalcinosi; le cisti ossee subcondrali, la perdita di cartilagine, o il versamento articolare rilevati a MRI; la lassità del ginocchio; l’assunzione di vitamina E; i livelli sierici di IL-1Ra e il fattore di crescita beta 1; e la captazione di 99mTc-MDP nella scintigrafia ossea. Sono state trovate evidenze contrastanti riguardo le associazioni tra la progressione di OA del ginocchio e: età; bassa densità ossea; livelli sierici di IGF-1; severità di OA al basale radiografica o clinica; osteoartrite generalizzata; durata dei sintomi; valgismo o disallineamento in generale; vecchie lesioni del ginocchio; presenza di osteofiti femoro-tibiali; BMI; lunghezza delle gambe diversa; livelli sierici di vitamina D; assunzione di vitamina C con la dieta; livelli sierici di proteina C-reattiva, IL-1beta, cheratan-solfato, proteina della matrice oligomerica cartilaginea e livelli del telopeptide C sierici rispetto all’urina. Sono state trovate evidenze inconcludenti riguardo le associazioni tra progressione di OA del ginocchio e polimorfismi a singolo nucleotide CILP_395 (proteine cartilaginee dello strato ​​intermedio) e rs3740199, allineamento femoro-rotuleo, e livelli sierici di pentosidina. Le evidenze erano inconcludenti anche per la mancata associazione tra progressione di OA del ginocchio e i polimorfismi a singolo nucleotide rs1871054, di ADAM12_48 (dominio 12 di disintegrina A e di metalloproteasi di matrice), e di TNA_106 (proteina di legame con tetranectina e plasminogeno), e i livelli sierici di YKL-40 (proteina simil chitinase-3, 1), di MMP-9 (metalloproteinasi di matrice 9); e TIMP-9 (inibitori tissutali di metalloproteasi 9).

Analisi di sensibilità

In questa analisi, gli autori hanno verificato se le conclusioni ottenute da piccoli studi (meno di 200 partecipanti) influenzassero in modo non corretto le conclusioni tratte da studi più ampi, con più potenza statistica che analizzano uno stesso determinante, o se i risultati di studi con un tempo relativamente breve di follow-up (cut-off 24 mesi) alterassero le conclusioni ottenute da studi con un più lungo follow-up. L’analisi di sensibilità ha rilevato che le conclusioni non cambiavano rispetto alle differenze di durata del follow-up e della dimensione del campione per le evidenze forti, moderate e in conflitto rilevate riguardo i determinanti in studio.

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Figura 1: Diagramma di sintesi dei rapporti di rischio (OR) mostra l’associazione tra la presenza di gonalgia al basale e la progressione radiografica di OA del ginocchio. Gli OR possono deviare da quelli in Tabella 4 perché ottenuti in maniera diretta e non corretti come in Tabella 4. I risultati dello studio di Dieppe e Wolfe non erano disponibili e non sono stati inclusi nell’analisi. I risultati del chi-square e del test I2 indicano omogeneità tra gli studi. M-H= Test Mantel Haenszel; Fixed= modello ad effetti fissi; df= indici di libertà.

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Figura 2: Diagramma di sintesi dei rapporti di rischio (OR) mostra l’associazione tra la presenza di “nodi di Heberden” al basale e la progressione radiografica di OA del ginocchio. Gli OR possono deviare da quelli in Tabella 4 perché ottenuti in maniera diretta e non corretti come in Tabella 4. I risultati del chi-square e del test I2 indicano omogeneità tra gli studi. M-H= Test Mantel Haenszel; Fixed= modello ad effetti fissi; df= indici di libertà.

Discussione

È stata eseguita una revisione sistematica aggiornata delle evidenze disponibili riguardanti i fattori prognostici della progressione radiografica di OA del ginocchio. Esistono forti evidenze che la presenza di dolore al ginocchio all’inizio e dei nodi di Heberden, il varismo e gli alti livelli basali sierici di acido ialuronico e di TNF-alfa siano predittivi della progressione di OA del ginocchio. Sembra esistano anche forti evidenze che il sesso (femminile), un vecchio infortunio al ginocchio, la forza del quadricipite, il fumo, la corsa e il regolare svolgimento di attività sportive non siano predittivi della progressione di OA del ginocchio. Per tutti gli altri determinanti in studio nella revisione, le evidenze sono limitate, in conflitto, o inconcludenti. Nella sintesi delle migliori evidenze, solo le associazioni significative sono state considerate come fattori prognostici di progressione. Tuttavia, molti degli articoli inclusi avevano un campione di piccole dimensioni, che di conseguenza può portare ad una ridotta potenza statistica e più spesso al mancato rilevamento di differenze che potrebbero essere presenti. Zhang et al. hanno riferito che, a differenza degli studi randomizzati, gli studi osservazionali su pazienti con una malattia preesistente sono soggetti a vari errori che possono apportare differenze tra i fattori di rischio per l’incidenza e la progressione della malattia. Questo, secondo gli autori, è una possibile limitazione dei criteri di inclusione del loro studio. Zhang et al. ipotizzavano che potrebbero esistere fattori di rischio per OA progressiva del ginocchio, ma che i difetti nel design dello studio e il metodo di misurazione della progressione della malattia possono impedire di individuare i fattori di rischio. Sembra quindi ragionevole che gli autori dell’articolo non abbiano determinato tutti i fattori di rischio della progressione di OA del ginocchio, perché alcuni fattori potrebbero non aver raggiunto una significatività nell’analisi a multi-variabili di uno studio e quindi non sono stati inclusi nella sintesi delle evidenze. Tuttavia, gli autori ritengono di aver raccolto tutti i fattori di rischio attualmente noti per i quali è stata verificata una relazione con la progressione di OA del ginocchio. Gli autori riconoscono che quando si applica una sintesi delle migliori evidenze, si potrebbe concludere ingiustamente che possono esistere prove contrastanti o forti a favore o contro una associazione tra un determinante in fase di studio e OA del ginocchio. È preferibile riassumere semplicemente i dati di tutti gli studi inclusi. Tuttavia, questo non è possibile a causa della grande variabilità dei criteri utilizzati negli articoli per definire la malattia, o la progressione della malattia. Gli studi sono stati raggruppati in base a 6 criteri di inclusione (Tabella 2) vedi articolo originale). Tredici elementi caratterizzavano la definizione di progressione di OA (Tabelle 3-7) vedi articolo originale). Inoltre, ci sono state differenze nel modo di misurare i determinanti sotto studio (continuo, dicotomico, o categoriale), e sono stati utilizzati diversi cut-off. Come descritto in precedenza, i risultati sono stati raccolti per ”dolore al ginocchio” e ”nodi di Heberden” i quali mostravano evidenti associazioni con la progressione di OA del ginocchio. Tutto questo differisce dalle conclusioni ottenibili con una sintesi delle migliori evidenze, che avrebbe mostrato evidenze contrastanti per entrambi i determinanti. Secondo gli autori, molte delle associazioni contrastanti presentate sono probabilmente attribuibili alle differenze nelle definizioni di malattia o di progressione di OA del ginocchio. Ad esempio, le evidenze per il BMI probabilmente non sarebbero così contrastanti se fosse stato possibile una loro raccolta statistica; dato che tutte le 11 stime di rischio significative (OR/RR/AR) per quanto riguarda il BMI erano associazioni positive e che sei delle 12 associazioni non significative erano anch’esse associazioni positive, sembra probabile che se raggruppate, l’associazione globalmente tra BMI e OA del ginocchio sarebbe stata positiva e significativa. In aggiunta, relativamente alle evidenze sull’età, sette delle 10 analisi presentate (70%) non hanno mostrato alcuna associazione significativa, perché contrastanti e di poco non forti (>75%) quindi non c’era associazione tra età e progressione di OA. Nella revisione originale di Belo et al. e in una revisione di van Dijk et al., l’evidenza per l’associazione tra varismo e progressione di OA era limitata. Tuttavia, sono stati effettuati un paio di studi da quando queste revisioni sono state pubblicate, che hanno rilevato significative associazioni con il varismo, ciò ha permesso agli autori di concludere che vi è una forte evidenza per questa associazione. Quest’ultimo è in accordo con i risultati pubblicati in seguito nelle revisioni sistematiche di Tanamas et al e Chapple et al.. Fatta eccezione per la revisione originale di Belo et al., non esistono attualmente altre revisioni che hanno determinato il valore predittivo dei livelli sierici di acido ialuronico per la progressione di OA. Inoltre, fino ad ora, non sono stati pubblicati studi che valutino il valore predittivo dei livelli sierici di TNF-alfa per la progressione di OA. Secondo gli autori, forti evidenze dicevano che il genere non era associato alla progressione di OA del ginocchio, come scrivevano Belo et al.. Questo è in contrasto con le revisioni precedenti pubblicate da van Dijk et al.  e Chapple et al.. Van Dijk et al. trovarono evidenze limitate per affermare la mancata associazione con il genere, ma inclusero articoli che usavano la funzionalità fisica come misura di esito. Chapple et al. trovarono evidenze contrastanti; tuttavia, la loro prova era basata su quattro analisi di tre studi, inclusi in questa revisione. Tre delle quattro analisi erano coerenti (no associazione); una era in conflitto (associazione significativa). Gli autori hanno fatto una sintesi basata su 10 analisi, di cui nove analisi erano coerenti (nessuna associazione), e questo compensava la singola analisi in conflitto. Van Dijk et al. e Chapple et al. rilevarono una limitata evidenza per la mancata associazione tra forza del quadricipite e la progressione di OA del ginocchio. Anche gli autori lo confermano; però con un maggior numero di evidenze. Risultati simili sono stati trovati anche per la regolare attività sportiva; invece van Dijk et al. segnalarono limitate evidenze per l’assenza di associazione come Chapple et., che riportarono forti evidenze. Tuttavia, gli studi di Fransen e McConnell  e Bennell e Hinman che analizzarono l’effetto dell’esercizio fisico terapeutico nei pazienti con OA del ginocchio, riferirono che l’esercizio fisico aveva un beneficio a breve termine in questi pazienti, sebbene la dimensione del beneficio riportato fosse piccola. Questo evidenzia la necessità impellente di comprendere il meccanismo d’azione della terapia fisica. Un argomento di notevole interesse è l’associazione potenziale tra BMI e la progressione di OA del ginocchio. Precedenti revisori hanno rilevato un’associazione positiva tra BMI e OA acuta del ginocchio. Tuttavia, per gli autori le evidenze riguardo questa associazione sono conflittuali, come avevano rilevato già Belo et al.  e Chapple et al.. Degno di nota è la mancanza di sovrapposizione delle evidenze per i fattori prognostici per la progressione di OA di anca e ginocchio. In due grandi revisioni che hanno studiato i fattori prognostici per OA dell’anca, Lievense et al. hanno fornito forti evidenze di un’associazione tra la progressione di OA dell’anca e il tipo di spostamento dell’anca e con la risposta ossea atrofica. Hanno riportato anche forti evidenze di una mancata associazione tra BMI e OA. Wright et al. hanno riportato forti evidenze per l’associazione tra la progressione di OA dell’anca con l’età, l’ampiezza dello spazio articolare in entrata, lo spostamento della testa del femore, gli osteofiti femorali, la sclerosi ossea, il dolore all’anca al basale, e alcuni indici di gravità di OA. Secondo forti evidenze, non c’è associazione tra OA e osteofiti acetabolari. La discrepanza tra i risultati su OA di anca e ginocchio non è chiaramente spiegabile, ma potrebbe essere attribuita alla differenza nel numero di studi disponibili sui fattori di rischio per la progressione di OA dell’anca o del ginocchio. È necessario in futuro studiare il reale rapporto tra i fattori prognostici della progressione radiografica di OA del ginocchio, soprattutto studiare quei fattori per i quali le evidenze sono contrastanti (ad esempio, età, gravità di OA al basale, BMI). Inoltre, gli autori stessi affermano di aver presentato evidenze limitate, inconclusive o in conflitto su molti fattori potenzialmente associati alla progressione di OA. È importante indagare su determinanti che possono essere influenzati o modificati per ridurre il rischio di progressione, includendo anche la sindrome metabolica, le lesioni del midollo osseo, o l’osteoporosi. Inoltre, ci sarebbero evidenti vantaggi se si valutasse l’effetto di nuovi o già esistenti interventi terapeutici farmacologici o chirurgici in pazienti con un aumentato e sicuro rischio di progressione di OA. Dagli studi emergono forti evidenze che il dolore al ginocchio a riposo e i “nodi Heberden”, il varismo, e alti livelli sierici basali di acido ialuronico e TNF-alfa siano fattori predittivi della progressione di OA del ginocchio. Il genere (femminile), un vecchio infortunio al ginocchio, la forza del quadricipite, il fumo, la corsa e l’attività fisica regolare non sono predittivi della progressione di OA del ginocchio. Molti studi sono stati effettuati e sono in corso per determinare i fattori di rischio della progressione di OA del ginocchio, ma la variabilità nelle definizioni di OA e della sua progressione sviluppate negli studi più rilevanti, rimane un impedimento all’unificare le evidenze ottenute. Resta il consiglio ai futuri ricercatori di usare definizioni universalmente riconosciute di malattia e della sua progressione; questo consentirà di ottenere fattori di rischio per la progressione della patologia con elevata sicurezza attraverso le meta-analisi. La maggior parte del studi inclusi ha utilizzato la classificazione Kellgren-Lawrence per la definizione di malattia e la sua progressione. Questa classificazione è stata criticata in quanto i criteri sono stati descritti ed interpretati in maniera divergente in vari studi. Tuttavia, i criteri Kellgren-Lawrence forniscono una classificazione affidabile di OA e della sua progressione, se si rispetta l’originale descrizione dei criteri. Si raccomanda quindi ai futuri ricercatori di utilizzare la classificazione Kellgren-Lawrence per le definizioni di OA radiografica e della sua progressione. Inoltre, considerando che alcuni sistemi di valutazione della risonanza magnetica MRI sono stati sviluppati e sono attualmente in sviluppo per definire la progressione di OA del ginocchio, si consiglia di utilizzare tali sistemi universalmente nei futuri studi sui fattori prognostici della progressione di OA del ginocchio. Gli autori dello studio chiedono che la Società internazionale dell’osteoartrite per l’imaging di OA (OARSI, Osteoarthritis Research Society International) annunci le proprie raccomandazioni su questo importante argomento.

Commento

L’articolo va ad analizzare i fattori prognostici che indicano una progressione della osteoartrosi di ginocchio. Diversi e molteplici sono i fattori analizzati; emerge tra tutti i fattori la presenza nel soggetto di una osteoartrosi generalizzata.

Forti evidenze quali la presenza di dolore al ginocchio all’inizio e dei noduli di Heberden, il varismo e gli alti livelli basali sierici di acido ialuronico e di TNF-alfa sembrano predittivi di progressione di OA del ginocchio. Sembra esistano anche forti evidenze che il sesso (femminile), un vecchio infortunio al ginocchio, la forza del quadricipite, il fumo, la corsa e il regolare svolgimento di attività sportive non siano predittivi della progressione di OA del ginocchio.

Gli autori concludono la propria revisione sottolineando l’importanza e l’adeguatezza della classificazione Kellgren-Lawrence della patologia OA del ginocchio dal punto di vista radiologico e della sua progressione per poter analizzare al meglio i fattori prognostici di tale patologia.

Importanza per la Medicina Generale

La patologia artrosica di ginocchio è di comune riscontro nell’ambulatorio di medicina generale. Torna quindi utile conoscere quali siano i fattori predittivi di progressione di malattia.

L’attenzione va posta soprattutto al soggetto con osteoartrosi generalizzata e grave varismo.

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