Home Letteratura Area Psichiatrica Fattori associati ad aumentata prevalenza di depressione in pazienti emicranici

Fattori associati ad aumentata prevalenza di depressione in pazienti emicranici

Numero 3. Marzo 2015
13 minuti di lettura
0
15
Titolo Originale: Allodynia is associated with a higher prevalence of depression in migraine patients
Autori: Louter MA, Wardenaar KJ, Veen G, van Oosterhout WP, Zitman FG, Ferrari MD, Terwindt GM
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Cephalalgia. 2014;34:1187-92. doi: 10.1177/0333102414532554
Recensione a cura di: Domenico Italiano e Francesco Mazzoleni

Introduzione: Emicrania e depressione sono entrambe patologie diffuse e disabilitanti, spesso riscontrate in comorbiditá tra loro. Questa reciproca associazione suggerisce una comune eziologia, in parte spiegata da fattori genetici. La depressione sembra essere particolarmente comune in pazienti con emicrania cronica. Essa è anche un importante predittore di abuso di farmaci, che è presente in oltre la metà dei pazienti con emicrania cronica. Pertanto è verosimile che la copresenza di depressione incrementi il rischio di cronicizzazione dell’emicrania e ne complichi il trattamento. D’altra parte, la presenza di emicrania è associata a ridotto funzionamento psichico e aumentati disturbi somatici in pazienti depressi. Nell’insieme, la triade cronicizzazione, depressione e abuso di farmaci è frequentemente riscontrata in pazienti emicranici. Identificare le caratteristiche emicraniche associate alla depressione può aiutare a individuare i pazienti ad aumentato rischio di sviluppare depressione e cronicizzazione.

Obiettivi: Lo scopo di questo studio è stato quello di analizzare nel dettaglio i fattori implicati nell’associazione tra emicrania e depressione in una coorte di pazienti emicranici, identificando così le variabili correlate alla depressione.

Metodi: Per questo studio sono stati arruolati pazienti adulti di età tra 18 e 74 anni, affetti da emicrania con o senza aura, diagnosticati secondo i criteri della Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICHD-III beta).
La depressione è stata valutata mediante somministrazione di appositi questionari. La presenza di allodinia cutanea (ovvero la percezione di sensazione dolorosa in seguito a stimoli solitamente non algogeni) è stata misurata tramite la “12-item Allodynia Symptom Checklist”. La Pittsburgh Sleep Quality Index è stata usata per valutare i disturbi del sonno. E’ stata quindi effettuata un’ analisi di regressione logistica multivariata per definire quali variabili fossero associate a depressione in pazienti emicranici.

Risultati: Su 3624 pazienti emicranici (età media 41.7+11.9 anni), ne sono stati considerati 2533 dei quali erano disponibili dati accurati. Tra essi 1137 (il 45%) erano affetti di depressione; 1767 (il 70%) presentavano allodinia durante gli attacchi.
E’ stata trovata un’associazione tra depressione e le seguenti caratteristiche emicraniche: frequenza degli attacchi, numero di giorni con emicrania, allodinia e profilassi farmacologica per emicrania. I dati sulle caratteristiche della popolazione sono mostrati nella tabella 1.
L’analisi di regressione logistica ha però evidenziato che solo alta frequenza di attacchi e allodinia erano associati in maniera indipendente con la depressione in pazienti emicranici. Altri fattori generali indipendentemente associati erano: cattiva qualità del sonno, sesso femminile, BMI elevato, assenza di partner, consumo di alcol e tabacco.

Discussione e conclusioni:

L’importanza di questo studio è data dal numero rilevante di pazienti analizzati e dall’accurata raccolta anamnestica delle caratteristiche di emicrania e depressione. Esso ha mostrato che allodinia e alta frequenza di attacchi emicranici sono i fattori associati a depressione in soggetti emicranici. Pertanto sembra esserci una stretta connessione tra emicrania, depressione e allodinia. L’allodinia e la depressione predispongono il paziente emicranico alla cronicizzazione. Tuttavia, dato che ben il 70% degli emicranici presenta allodinia, il significato clinico di questo dato potrebbe essere modesto. Eppure, il ruolo fisiopatologico dell’allodinia nella cronicizzazione dell’emicrania è di grande importanza. L’allodinia è considerata un chiaro marker dei processi di sensibilizzazione del dolore a livello centrale ed è la risultante di un processo di riorganizzazione funzionale (neuroplasticità) che deriva dalla regolazione post-translazionale e trascrizionale di vari geni specifici. Una volta instaurata, la sensibilizzazione dei neuroni trigemino-vascolari di secondo ordine diventa indipendente dallo stimolo, e si automantiene anche in assenza di input sensoriale.

Clinicamente, la sensibilizzazione centrale è una delle cause di mancata risposta al trattamento in acuto. Pertanto l’allodinia ha conseguenze rilevanti sulla progressione di malattia e sul trattamento e dovrebbe essere considerata indice di possibile comorbidità tra emicrania e depressione, nonché di rischio di cronicizzazione dell’emicrania.

Dal punto di vista fisiopatologico, la triade emicrania, depressione e allodinia può suggerire una disfunzione delle strutture nervose centrali deputate alla modulazione dell’eccitabilità neuronale e del dolore, il che innesca un circolo vizioso che sfocia nell’autoamplificazione del dolore. Inoltre una cattiva qualità del sonno negli emicranici è associata a più alto rischio di depressione. Dato che l’ipotalamo è ritenuto essere coinvolto in emicrania, depressione e disturbi del sonno, l’associazione tra questi tre disordini suggerisce  una modulazione ipotalamica della sistema trigemino-vascolare. Gli impulsi dolorifici che originano in questa via possono alterare l’attività dell’ipotalamo e delle strutture limbiche che integrano segnali sensoriali, fisiologici e cognitivi, i quali a loro volta determinano le risposte comportamentali, emozionali e autonomiche. Successivi studi dovranno ulteriormente chiarire i complessi meccanismi fisiopatologici in comune tra emicrania e depressione. 

Commenti del revisore – importanza per la Medicina Generale

Emicrania e depressione sono tra le patologie più comuni riscontrate giornalmente negli ambulatori di Medicina Generale. Recenti dati tratti dal database di Medicina Generale Health Search nel 2013 hanno mostrato che la depressione ha una prevalenza del 13% nella popolazione generale italiana, ma essa sale al 20% nei pazienti affetti da cefalea, ed al 21,3% se consideriamo nello specifico i pazienti emicranici. Si può quindi comprendere quanto stretta sia l’associazione tra emicrania e depressione nella pratica clinica. A riscontro di ciò, farmaci antidepressivi sono comunemente usati nella profilassi di forme complicate di emicrania e altre forme di cefalee. Uno studio di Hamelsky et al, nel 2006 ha evidenziato che i pazienti affetti da emicrania sono da 2.2 a 4.0 volte più̀ esposti al rischio di sviluppare depressione maggiore e che la cefalea cronica comporta, negli adolescenti, un elevato rischio di suicidio. La coesistenza delle due patologie determina infatti una netta riduzione della qualità della vita, con aumento della disabilità, riduzione della capacità lavorativa e peggiore prognosi. L’alterazione delle vie serotoninergiche sembra essere il principale meccanismo patogenetico che accomuna le due patologie. Farmaci serotoninergici, quali triptani e SSRI, rappresentano rispettivamente la terapia di scelta di emicrania e depressione. Altri fattori meno rilevanti sembrano essere disfunzioni dopaminergiche e ormonali. In sostanza, alla base del legame depressione-emicrania e della progressione verso l’emicrania cronica ci sarebbe un meccanismo pro-infiammatorio che determina alterazioni nel metabolismo del triptofano, nella trasmissione serotoninergica e nell’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. (Bigal et al Neurology 2007).

Sulla base di queste premesse la comorbiditá tra emicrania e depressione dovrebbe essere sempre indagata nella pratica clinica, in quanto marker di probabile cronicizzazione e peggiore prognosi e al paziente con tale comorbidita dovrebbe essere riservata maggiore attenzione e trattamenti mirati. Purtroppo ad oggi non esistono linee guida universali per agevolare la scelta del farmaco antidepressivo in pazienti con emicrania.

E’ noto che gli antidepressivi sono efficaci non solo nel trattare la depressione, ma anche nella profilassi dell’emicrania associata a disturbi dell’umore. Inoltre alcuni farmaci antidepressivi, quali escitalopram e venlafaxina, hanno dimostrato di essere efficaci nella profilassi dell’emicrania, anche in pazienti non depressi.

Dalle poche evidenze scientifiche disponibili, sembra che sertralina, fluoxetina, venlafaxina e amitriptilina siano gli antidepressivi più̀ efficaci in caso di depressione ed emicrania in comorbidità. Andrebbero invece evitata la profilassi con flunarizina e beta-bloccanti, che hanno effetti negativi sui disturbi dell’umore.

 

Tabella 1: Caratteristiche dei 2533 pazienti emicranici arruolati in base alla presenza o meno di depressione (valori assoluti con corrispondenti percentuali o medie + deviazioni standard).

 

Senza depressione associataN 1396 Con depressione associataN 1137

 CARATTERISTICHE EMICRANICHE

Età all’esordio 19.4+10.2 19.5+10.9
Tipo di emicrania-        senza aura

–        con aura

856 (61.3%)

540 (38.7%)

702 (61.7%)

435 (38.3%)

Frequenza di attacchi emicranici per anno-        1-2

–        3-6

–        7-12

–        13-54

–        oltre 54

71 (5.1%)

206 (14.4%)

448 (32.1%)

577 (41.3%)

94 (6.7%)

31 (2.7%)

152 (31.4%)

306 (26.9%)

517 (45.5%)

131 (11.5%)

Giorni con emicrania per anno-        1-2

–        3-6

–        7-12

–        13-54

–        oltre 54

86 (6.2%)

150 (10.7%)

261 (18.7%)

666 (47.7%)

233 (16.7%)

44 (3.9%)

93 (8.2%)

178 (15.7%)

516 (45.4%)

306 (26.9%)

Uso di farmaci sintomatici-        no

–        si, al bisogno

–        si, quasi giornalmente

119 (8.5%)

1114 (79.8%)

163 (11.7%)

112 (9.9%)

844 (74.2%)

181 (15.9%)

Uso di triptani 998 (71.5%) 835 (73.4%)
Profilassi antiemicranica 483 (34.6%) 482 (42.4%)
Presenza di allodinia 913 (65.4%) 854 (75.1%)

 VARIABILI GENERALI

Sesso femminile 1168 (83.7%) 1001 (88.0%)
Età (anni) 44.1+11.6 44.8+11.5
BMI (kg/m2) 24.4+3.9 24.8+4.4
Anni di scolarità 13.8+3.3 13.4+3.5
Stato civile-        single

–        sposato/convivente

–        divorziato/vedovo

194 (13.9%)

1143 (81.9%)

59 (4.2%)

215 (18.9%)

821 (72.2%)

101 (8.9%)

Fumo di sigaretta (anni) 4.1+8.2 5.7+9.8
Consumo di caffe/die 6.0+3.0 5.7+2.8
Consumo settimanale di alcol 3.0+3.9 3.4+3.7
Cattiva qualità del sonno 779 (57.2%) 890 (78.3%)
Carica più articoli correlati
Carica ancora in Area Psichiatrica

Leggi Anche

Uso di Benzodiazepine e rischio di frattura dell’anca in pazienti con e senza demenza

Introduzione L’incidenza di frattura dell’anca aumenta con l’età, ed essa è associata a pr…