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Associazione del russamento con la BPCO

Numero 3 - Aprile 2008
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Titolo Originale: Association of Snoring With Chronic Bronchitis
Autori: Inkyung Baik, PhD; Jehyeong Kim, MD; Robert D. Abbott, PhD; Soonjae Joo, PhD;Kihwan Jung, MD; Sungyong Lee, MD; Jaejeong Shim, MD; Kwangho In, MD;Kyungho Kang, MD; Sehwa Yoo, MD; Chol Shin, MD, PhD
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Arch Intern Med. 2008;168(2):167-173
Recensione a cura di: Carlo Fedele Marulli
Sintesi
Il russamento è più frequente nelle persone con BPCO; pochi studi hanno esaminato l’associazione tra russare e BPCO; nel presente studio è stata valutata in maniera prospettiva l’associazione tra russare e BPCO.
Introduzione
La BPCO è una forma di infiammazione delle vie aeree inferiori accompagnata dalla presenza di tosse ed espettorato di lunga durata; alcuni studi osservazionali (1-3) hanno esaminato l’associazione tra BPCO e russamento. I pazienti con BPCO russavano più frequentemente mentre i non fumatori con bronchite cronica russavano 2,2 volte di più rispetto ai non fumatori senza bronchite. Il meccanismo causale è incerto, è stato suggerito che i cambiamenti strutturali e di funzione dovuti all’infiammazione siano alla base sia del russamento che della Sindrome delle Apnee Ostruttive (OSAS) (3) così come la continua vibrazione che si verifica durante il russamento possa aumentare la risposta infiammatoria delle vie aeree inferiori (5); questa ipotesi è sostenuta anche da due studi sperimentali condotti sia in vivo che in vitro (4-5).Metodi
Questo studio di coorte fa parte di uno studio prospettivo in corso, incluso nel Korean Genome Epidemiology Study, esso è stato condotto dal Giugno 2001 al gennaio 2003 ed ha interessato 5015 coreani di entrambi i sessi dai 40 ai 69 anni che partecipavano ad una valutazione complessiva del loro stato di salute condotto presso l’università di Ansan. Furono esclusi dalla valutazione i pazienti con storia di bronchite o di tosse ed espettorazione per molti giorni per almeno 3 mesi l’anno, le gravide, i malati oncologici quelli cardiovascolari, gli asmatici, chi non completò il questionario sul russamento e quelli i cui dati antropometrici non erano completi per cui alla fine restarono 4270 partecipanti che furono valutati per due volte di seguito a distanza di due anni.

Russamento ed altri fattori di rischio
Nel primo questionario somministrato nel 2001 furono raccolti dati sul russamento, l’età, il sesso, lo stato occupazionale, l’esposizione a polveri o sostanze chimiche, l’abitudine al fumo al consumo di alcol, e l’attività fisica; nel secondo del 2003 anche sulla presenza di rinite. In particolare fu richiesto ai pazienti se russassero ed in caso positivo per quante volte alla settimana; non esistendo dei parametri univoci per determinare la frequenza del russamento sono state proposte delle categorie arbitrarie (mai, 5 volte/sett, tutte le notti o almeno 6 volte/sett).

Risultati
Durente i 4 anni di follw up furono evidenziati 314 nuovi casi di bronchite cronica, le persone che russavano più frequentemente erano i più anziani, i maschi, i lavoratori esposti a sostanze chimiche o a polveri, i fumatori ed i consumatori di alcolici. Nella tabella seguente sono indicate le relazioni tra abitudine a russare e bronchite cronica.


La frequenza del russamento è associata positivamente con il rischio di bronchite cronica. il Rischio relativo calcolato con analisi multivariata è del 1.25 (95% CI, 0.95-1.64) per chi russa meno di 5volte/sett e di 1.68 (95% CI, 1.17-2.42) per chi russa 6 o più volte/sett. Nell’analisi condotta sull’abitudine al fumo è stata riscontrata una forte associazione tra russare bronchite cronica e stato di non fumatore (P for trend=.006) ma non tra i fumatori, mentre la condizione lavorativa più a rischio era quella delle lavoratrici domestiche; nella relazione con il BMI fu evidenziato un maggior rischio per i pazienti in sovrappeso. Nell’analisi multivariata tra russamento e fumo fu riscontrato un RR del 1.39 (95% CI, 1.01-1.90) per chi non fumava e russava del 2.31 (95% CI, 1.38-3.87) per chi fumava e non aveva mai russato e del 2.86 (95% CI, 1.91-4.27) per chi fumava e russava rispetto a chi non aveva mai né fumato né russato.

Commenti
Questo studio prospettivo di coorte ha dimostrato che il russare comporta un rischio maggiore di bronchite cronica; dopo aver escluso l’effetto dell’età, dell’occupazione, del fumo e di altri fattori confondenti si è visto che chi russa tutte le notti o quasi ha un rischio maggiore del 68% (95% CI, 17%-142%) di sviluppare bronchite cronica rispetto a chi non aveva mai russato. Diversi fattori favoriscono lo sviluppo della malattia in particolare il fumo di tabacco, ma anche l’esposizione a polveri, fumi e gas (23) per altri fattori come le polluzioni ambientali, l’obesità e le infezioni respiratorie, invece, il loro ruolo non è ancora accertato. Al momento questo è il solo studio prospettivo di coorte disponibile in quanto altri studi avevano un disegno di tipo trasversale e quindi i risultati che hanno fornito sono ambigui (1-6). Il meccanismo che sta alla base dell’associazione tra russare e bronchite cronica è in gran parte sconosciuto, recenti ricerche sperimentali hanno valutato l’ipotesi che le continue vibrazioni sulle vie aeree possano scatenare un’infiammazione. Uno studio condotto su cellule bronchiali coltivate in vitro e sottoposte a continue vibrazioni simulanti quelle del russare ha dimostrato che queste subiscono un processo di proliferazione e che nel supernatante della cultura si avevano elevati livelli di interleuchina 8 conosciuta come un marker proinfiammatorio coinvolta nell’associazione tra fumo e bronchite cronica (4). Un altro studio condotto sui ratti avrebbe confermato lo stesso meccanismo d’azione (5). Anche lo stato infiammatorio legato alla sindrome delle apnee ostruttive (OSAS) può essere preso in considerazione (30) 

Forza e limiti dello studio
la forza dello studio consiste nell’essere uno studio di popolazione, nella somministrazione di un questionario e nel follow up dei casi di bronchite cronica. I suoi limiti sono rappresentati dall’aver usato un sistema di auto-raccolta delle informazione e degli esiti, dall’aver considerato la presenza di bronchite senza che questa venisse confermata dal giudizio di un medico per cui potrebbe essere sovrastimata e dal mancanza di verifica delle informazioni relative al russamento ed inoltre dall’impossibilità di poter escludere fattori confondenti non conosciuti e non controllati anche se il loro ruolo sui risultati dello studio potrebbero essere minimi. L’abitudine al fumo in Korea è tra le più alte del mondo mentre il russamento è meno frequente il livello di smog nella città dove si è svolto lo studio sovrapponibile a quello di altri paesi industrializzati per cui i suoi risultati potrebbero non essere trasferibili ad altre condizioni ma comunque il maggior rischio che i russatori hanno per bronchite cronica è inequivocabile.

Importanza per la pratica clinica
nella pratica quotidiana può essere utile per valutare un rischio aggiuntivo di bronchite cronica domandare ai nostri pazienti e ai loro partners soprattutto a quelli in sovrappeso/obesi se russano e per quante volte alla settimana ed iniziare con questi un programma di prevenzione consistente essenzialmente nel consullig sull’abolizione del fumo. Potrebbe essere utile anche sottoporre questa categoria di pazienti ad una valutazione spirometrica allo scopo di individuare una bronchite cronica precoce.

Bibliografia

  1. Larsson LG, Lundback B, Jonsson AC, Lindstrom M, Jonsson E. Symptoms related to snoring and sleep apnoea in subjects with chronic bronchitis: report fromthe Obstructive Lung Disease in Northern Sweden Study. Respir Med. 1997;91(1):5-12.
  2. Franklin KA, Gislason T, Omenaas E, et al. The influence of active and passive smokingon habitual snoring. Am J Respir Crit Care Med. 2004;170(7):799-803.
  3. Larsson LG, Lindberg A, Franklin KA, Lundback B; Obstructive Lung Disease in Northern Sweden Studies. Obstructive sleep apnoea syndrome is common in subjects with chronic bronchitis: report from the Obstructive Lung Disease in Northern Sweden studies. Respiration. 2001;68(3):250-255.
  4. Puig F, Rico F, Almendros I, Montserrat JM, Navajas D, Farre R. Vibration enhances interleukin-8 release in a cell model of snoring-induced airway inflammation.Sleep. 2005;28(10):1312-1316.
  5. Almendros I, Acerbi I, Puig F, Montserrat JM, Navajas D, Farre R. Upper-airwayinflammation triggered by vibration in a rat model of snoring. Sleep. 2007;30(2):225-227.
  6. American Thoracic Society. Standards for the diagnosis and care of patients withchronic obstructive pulmonary disease. Am J Respir Crit Care Med. 1995;152 (5, pt 2):S77-S121.
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