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Attività antimicrobiche, antinfiammatorie ed antiossidanti dell’olio extra vergine di oliva

Numero 25. Dic. 2011-Gen. 2012
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Titolo Originale: Antimicrobial, antioxidant and anti-inflammatory phenolic activities in extra virgin olive oil.
Autori: Cicerale S, Lucas L, Keast R.
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Current Opinion in Biotechnology 2011, 23:1–7
Recensione a cura di: Ignazio Grattagliano

Background
La dieta mediterranea è indiscutibilmente associata ad una più bassa incidenza di malattie croniche degenerative (cardiovascolari, aterosclerosi, malattia di Alzheimer ecc.) ed a una più lunga spettanza di vita (1). Questi effetti benefici sono stati in buona parte attribuiti al consumo di olio extra vergine di oliva (OEVO) e soprattutto al suo contenuto in composti fenolici. Questi ultimi sembrerebbero possedere proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie ed antiossidanti sia in vitro che in vivo (2). Questo articolo esamina i meccanismi d’azione attraverso i quali questi composti fenolici eserciterebbero tali azioni.

 

Concentrazioni, biodisponibilità e stabilità dei composti fenolici nell’OEVO
Sono stati identificati 36 differenti composti fenolici nell’OEVO. La grande variabilità di composizione e concentrazione di questi composti nei vari OEVO è legata a vari fattori: varietà di oliva, regione di coltivazione, tecnica di coltivazione, maturità del frutto alla raccolta. Fondamentale per gli effetti biologici è il grado di biodisponibilità. Molti studi sono stati condotti anche nell’uomo per valutare i parametri di assorbimento, metabolismo ed escrezione dei composti fenolici presenti nell’OEVO. Sono stati così identificati due diversi destini metabolici dei fenoli: alcuni sono assorbiti, metabolizzati ed escreti nelle urine, altri sono invece scarsamente assorbiti, degradati nell’intestino ed eliminati con le feci. Questi ultimi eserciterebbero le loro attività antiossidanti ed antimicrobiche a livello intestinale. Un altro aspetto importante riguarda la stabilità di queste sostanze durante la conservazione dell’olio, considerato che il massimo periodo di conservazione dell’OEVO è ritenuto essere di 18 mesi. Studi hanno documentato che se conservato al riparo dalla luce, non esposto ad alte temperature e non a contatto con ossigeno, l’OEVO conserva inalterate le sue proprietà ed i suoi costituenti (3-5).

 

Proprietà antimicrobiche
Per definizione le sostanze antimicrobiche devono inibire la crescita di microrganismi ed esercitare azione terapeutica nei confronti di malattie infettive. Alcuni composti fenolici presenti nell’OEVO hanno dimostrato di essere potenti antimicrobici in vitro nei confronti di batteri responsabili di infezioni del tratto intestinale (E. coli, listeria monocytogenes, salmonella enteritidis e finanche H. pylori) e respiratorio, ma forse anche di batteri utili con possibili potenziali effetti negativi (6).

 

Proprietà antiossidanti
È ben noto che un eccesso di radicali liberi causa danni ossidativi a molecole e strutture biologiche (lipidi, proteine, DNA) aumentando il rischio di malattie croniche e cancro. I fenoli dell’OEVO hanno dimostrato effetti protettivi contro le alterazioni ossidative sia in vitro che in vivo (7). A questo proposito, studi nell’uomo hanno dimostrato che l’ingestione di alte quantità di OEVO è associato ad una riduzione dei livelli di LDL ossidate, noto fattore di rischio per aterosclerosi e malattie cardiovascolari (8-10). Questi studi hanno anche dimostrato che il legame dei fenoli dell’OEVO con le LDL ne aumenta la resistenza all’ossidazione. In parallelo è stato anche documentato come l’assunzione di composti fenolici sia associato ad una ridotta formazione di prodotti dell’ossidazione del DNA (11), meccanismo alla base di molte forme di cancro. L’effetto antiossidante è stato inoltre verificato in vitro, documentando una ridotta produzione di radicali liberi, ed in vivo con un aumento dell’attività antiossidante plamatica e dell’equilibrio redox del glutatione (9,12), ma anche di una ridotta produzione di F2-isoprostano, un derivato della perossidazione dell’acido arachidonico.

 

Proprietà antinfiammatorie
Uno stato infiammatorio cronico è alla base di molte malattie croniche, degenerative e neoplastiche. I fenoli dell’OEVO hanno dimostrato di possedere proprietà antinfiammatorie e quindi di contrastare lo sviluppo di malattie degenerative. Alcuni fenoli dell’OEVO sembrerebbero infatti inibire la sintesi di TNF-alfa nei monociti, l’attività delle COX-1 e COX-2 in maniera dose-dipendente e superiore all’ibuprofene (13), ma anche la produzione di NO, importante mediatore nella malattia artrosica. Gli estratti fenolici dell’OEVO avrebbero anche effetti anti-proliferativi in corso di neoplasie mammarie e prostatiche in parte esercitata attraverso un’azione pro-apoptotica. L’azione antinfiammatoria potrebbe esercitarsi anche attraverso una ridotta espressione di geni (down-regulation) codificanti per molecole pro-infiammatorie (14).

 

Implicazioni per la pratica clinica
Le malattie croniche degenerative e quelle cardiovascolari rappresentano ormai un gravoso impegno per il medico di medicina generale e per il sistema sanitario sia da un punto di vista di costi che di carichi di lavoro. Se una revisione delle abitudini di vita e dell’alimentazione in primis fosse realmente in grado di contrastare l’evoluzione delle malattie croniche e di ridurre l’uso dei farmaci, l’uso di rimedi naturali sarebbe un successo per l’intera medicina. La dieta mediterranea e tra i suoi componenti l’OEVO in particolare sembrerebbe avere tutte le potenzialità per poter essere di grande impatto salutare.
Questa breve ma concisa review della letteratura recente fa menzione di studi sia in vitro ma soprattutto in vivo e nell’uomo in particolare che avvalorano gli effetti positivi sulla salute dei fenoli presenti nell’OEVO. Sono state riportate sia le osservazioni scientifiche che discussi i meccanismi d’azione delle potenziali attività antiossidante, antinfiammatoria ed antimicrobica di questi composti naturali. Sembra evidente che l’implementazione dell’uso di OEVO possa contribuire a combattere le malattie croniche e neoplastiche, per lo meno in alcuni distretti corporei, ed a contrastare o addirittura prevenire alcune forme infettive.
Il compito del medico di medicina generale è quanto mai importante quale persona qualificata per la diffusione della informazione sulle sane abitudini alimentari e per l’incentivazione dell’uso dell’OEVO a partire dalle età più giovani. Non si esclude in un prossimo futuro la partecipazione attiva anche in trials clinici coinvolgenti larghe fasce di popolazione per la valutazione di aspetti benefici particolari legati all’uso della dieta Mediterranea.

 

Conclusioni del revisore
Questo articolo aiuta a far chiarezza su quelle che sono le recenti ipotesi relative alla efficacia della dieta Mediterranea e dell’OEVO in particolare nella prevenzione delle malattie croniche e degenerative, supportando con dati forti della letteratura l’incentivazione dell’uso della stessa in termini salutari. Infatti diversi aspetti esaminati nell’articolo supportano questa visione.
La biodisponibilità dei componenti fenolici dell’OEVO è un punto essenziale alla base dell’effetto salutare degli stessi nei processi fisiologici dello stato di salute e di malattia. La stabilità di queste molecole potrebbe essere una garanzia dell’efficacia clinica come antiossidanti, antinfiammatori e antimicrobici, proprietà che determinerebbero la ridotta incidenza di malattie croniche e degenerative nelle popolazioni dell’area Mediterranea che consumano grandi quantità di OEVO.
Tuttavia, ulteriori ricerche sono indispensabili per confermare i dati sperimentali finora prodotti. Tra questi, hanno suscitato notevole interesse quelli supportanti una azione sinergica nei processi fisiologici cellulari volti ad incrementare l’attività difensiva ed antimicrobica in particolare. Se questo venisse confermato, potremmo affermare che l’alimentazione ricca in OEVO avrebbe potere preventivo nei confronti sia di diverse malattie infettive e cronico degenerative.
Interessante è soprattutto il dato che gli effetti menzionati sarebbero ottenuti con concentrazioni di fenoli presenti in una normale dieta Mediterranea e senza necessità di ulteriori supplementazioni. Purtroppo restano non risolti alcuni punti importanti quale l’ipotesi dell’azione battericida dei fenoli anche nei confronti della flora batterica benefica.

 

Bibliografia

  1. Keys A: Coronary heart disease in seven countries. Circulation 1970, 41:186-195.
  2. Cicerale S et al: Biological activities of phenolic compounds present in virgin olive oil. Int J Mol Sci 2010, 11:458-479.
  3. Lavelli V et al: Effect of storage on secoiridoid and tocopherol contents and antioxidant activity of monovarietal extra virgin olive oils. J Agric Food Chem 2006, 54:3002-3007.
  4. Gomez-Alonso S et al: Evolution of major and minor components and oxidation indices of virgin olive oil during 21 months storage at room temperature. Food Chem 2007, 100:36-42.
  5. Cicerale S et al: Storage of extra virgin olive oil and its effect on the biological activity and concentration of oleocanthal. Food Res Int 2011:046 doi: 10.1016/j.foodres.2011.03.
  6. Romero C et al: In vitro activity of olive oil polyphenols against Helicobacter pylori. J Agric Food Chem 2007, 55:680-686.
  7. Cicerale S et al: Chemistry and health of olive oil phenolics. Crit Rev Food Sci Nutr 2009, 49:218-236.
  8. Covas MI et al: The effect of polyphenols in olive oil on heart disease risk factors: a randomized trial. Ann Intern Med 2006, 145:333-341.
  9. Weinbrenner T et al.: Olive oils high in phenolic compounds modulate oxidative/antioxidative status in men. J Nutr 2004, 134:2314-2321.
  10. de la Torre-Carbot K et al.: Elevated circulating LDL phenol levels in men who consumed virgin rather than refined olive oil are associated with less oxidation of plasma LDL. J Nutr 2010, 140:501-508.
  11. Machowetz A et al.: Effect of olive oils on biomarkers of oxidative DNA stress in Northern and Southern Europeans. FASEB J 2007, 21:45-52.
  12. Paiva-Martins F et al: Effects of olive oil polyphenols on erythrocyte oxidative damage. Mol Nutr Food Res 2009, 53:1-8.
  13. Beauchamp GK et al: Phytochemistry: ibuprofen-like activity in extra-virgin olive oil. Nature 2005, 437:45-46.
  14. Camargo A et al.: Gene expression changes in mononuclear cells in patients with metabolic syndrome after acute intake of phenol-rich virgin olive oil. BMC Genomics 2009, 11:253.
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