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La relazione tra il dolore a sedi multiple e i disordini mentali: risultati della World Mental Health Surveys

Numero 24 - Articolo 4. Marzo 2008
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Titolo Originale: The relation between multiple pains and mental disorders: results from the World Mental Health Surveys
Autori: Gureje O, Von Korff M, Kola L, Demyttenaere K, He Y, Posada-Villa J, Lepine JP, Angermeyer MC, Levinson D, de Girolamo G, Iwata N, Karam A, Guimaraes Borges GL, de Graaf R, Browne MO, Stein DJ, Haro JM, Bromet EJ, Kessler RC, Alonso J.
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Pain 2008 Mar;135(1-2):82-91. Epub 2007 Jun 13.
Recensione a cura di: Sara Storace

 

Introduzione
Questo studio, condotto in 18 paesi del mondo (Colombia, Messico, USA, Giappone, Beijing, Shanghai, Nuova Zelanda, Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Ucraina, Libano, Nigeria, Israele, Sud Africa) studia la prevalenza di ansia, depressione, dipendenza o abuso di alcool nelle persone con multiple condizioni di dolore rapportate alla condizione di chi ha un singolo problema di dolore. Inoltre lo studio si propone anche di valutare se l’associazione tra dolori a sede multipla e disordini mentali differisce nelle diverse popolazioni nel mondo incluso le popolazioni in via di sviluppo e già sviluppate. E’ importante capire la relazione tra dolori cronici a sede multipla e disturbi psichiatrici perché le persone con questo problema hanno scarsi risultati dalle terapie e notevole grado di invalidità. In un lavoro svolto in precedenza Dworking et Al. trovarono che le persone con dolori a sede multipla avevano maggiori probabilità di sviluppare depressione maggiore, mentre coloro che avevano dolore in un’unica sede erano assimilabili a chi non aveva dolori. Metodi
Tutti gli studi in tutte le diverse sedi geografiche usavano una intervista strutturata della WHO (Composite International Diagnostic Interview), costituita da un’intervista diagnostica per studiare i disordini mentali e i loro trattamenti . I disordini considerarati in questo lavoro includono stato d’ansia (generalizzata, attacchi di panico o agorafobia, disordini da stress postraumatico e fobia sociale), disordini dell’umore (distimia e malattia depressiva maggiore ) e disordini da abuso di sostanze (abuso e dipendenza da alcool). Le patologie erano valutate usando il “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders 4° edizione), che assicura in modo accettabile il realismo diagnostico. Ogni studio prevedeva la compilazione di un questionario per valutare la presenza di dolore fisico e includeva domande circa il dolore cronico. Ad ogni intervistato veniva domandato se se aveva avuto lombalgia o problemi al collo, artrite o reumatismo frequenti o severe cefalee o altri problemi di dolori negli ultimi 12 mesi. Le domande circa l’artrite erano poste in due diversi modi. In Nigeria, Libano, Beijing, Shanghei e Ucraina al paziente veniva chiesto se avevano provato dolore da artrite o reumatismo nei 12 mesi precedenti. Nei rimanenti paesi si chiedeva solo se i pazienti avevano avuto dolore da artrite o reumatismo, presupponendo che nell’anno precedente ne avessero già sofferto. Il numero di siti dolorosi era determinato contando il numero di problemi di dolore prendendo come riferimento un totale possibile di 4 sedi di dolore: dolore lombare, dolore al collo, cefalea, artrite o altri dolori, al momento attuale o nei precedenti 12 mesi.Risultati
Venivano fatte due tabelle una che includeva le persone senza dolori o con un dolore una con le persone con 2 o più dolori. La presenza di disturbo depressivo maggiore era minore nelle persone senza dolori, intermedia in quelle con un solo dolore e alta nelle persone con 2 o più dolori. Questo trend era statisticamente significativo in tutti i Paesi. Per contro la correlazione tra disturbi ansiosi e le turbe dell’umore e abuso e dipendenza da alcool è meno chiaro. Un incremento lineare di prevalenza tra abuso di alcol e numero di problemi di dolore si è verificato in una sola survey

 

Discussione
In questo studio si sono utilizzati i dati provenienti dall’osservazione di 18 popolazioni. La ricerca fornisce i primi dati in questo articolo sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.Precedenti ricerche evidenziavano che al crescere del numero dei problemi-dolore riferiti dal paziente cresceva la prevalenza della malattia depressiva. Questo studio per la prima volta dimostra che questo stesso risultato si ha nella popolazione generale: sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Il risultato di questi studi sottolinea inoltre che questa relazione si applica per quattro differenti disordini di ansia : gli attacchi di panico, disturbo da ansia generalizzata, fobia sociale, disturbo da stress post traumatico. Le percentuali di malattia depressiva e disordini di ansia erano entrambe elevate sia tra le persone con un singolo problema di dolore che tra quelli che lamentavano più sedi dolorose, ma l’associazione era sostanzialmente più forte tra le persone con sedi dolorose multiple . L’associazione tra dolore e disturbi d’ansia è meno studiata rispetto a quella con disturbo depressivo, ma questo studio produce evidenze a supporto di questo relazione. La nozione che il dolore cronico è una variante della depressione o una forma di depressione mascherata non è confermata da questo studio visto che il disturbo ansioso mostra un livello di associazione col dolore cronico sia a sede multipla che unica. Comparando i numeri delle persone con un solo dolore e quelle con dolori multipli questi ultimi hanno doppia probabilità di avere entrambi disturbo depressivo e ansioso. Questo studio evidenzia che la condizione di dolore multiplo è associata con maggiore forza con disturbi psichiatrici, ma il dolore in una singola sede è altrettanto significativamente associato con disordini psichiatrici.La struttura di questo studio non è in grado di dare risposte sulla direzione della causalità tra dolore disordini psichiatrici. Vi sono comunque evidenze per una bidirezionalità di relazione tra dolore e psicopatologie. Uno studio svolto nel periodo di un anno affermava che il dolore persistente consentiva di predire un’esacerbazione della depressione nel corso di un anno e viceversa. Alcuni autori hanno ipotizzato che data la maggiore incidenza di disturbo psichiatrico in pazienti con sedi dolorose multiple possa indicare che il dolore cronico precede i disordini psichiatrici, perciò se la condizione di dolore persistente induce disturbi psichiatrici, chi ha dolore in più sedi più facilmente incorrerà in disturbi psichiatrici. Vi è anche un’altra teoria che come avviene per l’emicrania certe condizioni dolorose sono una comune predisposizione a disturbi psichiatrici. I risultati di questo studio confermano il punto di vista che dolore e disturbo psichiatrico specie depressione e ansia sono comunemente associati nelle diverse culture Vi è comunque una teoria che il dolore diffuso rappresenti un idioma per esprimere lo stress. Lo studio che stiamo esaminando comunque studia la risposta psicologica, non lo stress. In conclusione i dati presentati in questo studio evidenziano che la presenza di dolore cronico è associata con disturbo di ansia e dell’umore .Le persone con dolori a sede multipla hanno un rischio aumentato di avere disturbo ansioso o depressivo. Al contrario non vi sono evidenze che l’associazione di abuso o dipendenza dall’alcool siano legate a maggiore condizione di dolori multipli. E’ importante valutare i pazienti con depressione o ansia per situazioni dolorose e viceversa in vista della prevalenza della loro associazione e la disponibilità di trattamenti, che possano essere efficaci in entrambi i casi.

Rilevanza dello studio in Medicina Generale
Il dolore cronico è sintomo di frequente riscontro in Medicina Generale, come del resto la patologia inerente alla sfera psichica. La relazione tra ansia e depressione e dolore cronico è spesso presente e significativa (studio IPSE di SIMG), ma è difficile discriminare quale sia la priorità di trattamento.

Commento del Revisore
Certamente ogni medico di Famiglia durante la sua esperienza ha osservato come persone affette da sintomatologia algica cronica, si rivolgano spesso al medico con disturbi di pertinenza psichiatrica. Lo studio in esame può suggerire di affiancare all’antalgico un supporto per il disturbo ansioso o depressivo che darà maggiori opportunità di successo alla terapia antalgica.

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