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Correlazione tra aderenza alla dieta mediterranea e predizione di mortalità da ogni causa nella popolazione USA. Risultati del NIH-AARP Diet and Health Study

Numero 23 - Articolo 2. Febbraio 2008
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Titolo Originale: Mediterranean Dietary Pattern and Prediction of All-Cause Mortality in a US Population Results From the NIH-AARP Diet and Health Study
Autori: Panagiota N. Mitrou, PhD; Victor Kipnis, PhD; Anne C. M. Thie´baut, PhD; Jill Reedy, PhD; Amy F. Subar, PhD; Elisabet Wirfa¨ lt, PhD; Andrew Flood, PhD; Traci Mouw, MPH; Albert R. Hollenbeck, PhD; Michael F. Leitzmann, MD, DrPH; Arthur Schatzkin, MD, DrPH
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Arch Intern Med. 2007;167(22):2461-2468
Recensione a cura di: Italo Paolini

 

Sintesi
un alta aderenza al pattern dietetico della dieta mediterranea, valutato mediante score internazionalmente riconosciuti, è correlata con una riduzione della mortalità da ogni causa, ivi comprese le morti per neoplasia e per malattie cardiovascolari. La correlazione inversa tra punteggio elevato allo score di aderenza e riduzione di mortalità è statisticamente significativa e dimostra come la dieta mediterranea abbia un ruolo protettivo e legato a diversi meccanismi. Lo studio ha riguardato un ampio campione di popolazione americana (oltre 550.000 soggetti) e ha confermato quanto evidenziato da altre analisi (studio EPIC), sulla popolazione europea, circa gli effetti benefici rispetto alla mortalità da ogni causa incluse le morti dovute a malattia cardiovascolare o cancro, nella popolazione americana.

Premesse e metodi dello studio
Il NIH-AARP Diet and Health Study quantifica la forte correlazione tra il rispetto dei vari elementi della dieta mediterranea e la riduzione della mortalità, nella popolazione americana. La dieta mediterranea è stata associata con una riduzione di mortalità complessiva in un discreto numero di piccoli studi e recentemente nell’european prospective investigation into cancer and nutrition (EPIC) uno studio di coorte di oltre mezzo milione di persone da 10 paesi europei. Lo studio è iniziato nel 1995-1996 , quando un questionario con informazioni demografiche ed informazioni sui comportamenti collegati alla salute, è stato inviato a 3,5 milioni di soggetti membri dell’AARP (American Association of Retired Persons) con età compresa tra 50 e 71 anni, residenti in 6 stati (California, Florida, Louisiana, New Jersey, North Carolina, and Pennsylvania) e 2 aree metropolitane (Atlanta, Georgia; Detroit, Michigan). Hanno risposto al questionario 617.119 soggetti e di questi in maniera soddisfacente , come completezza, 566.407. Sono stati esclusi soggetti con:

  • Storia di cancro
  • Malattie renali allo stadio finale
  • Malattie cardiache
  • Stroke
  • Diabete
  • Enfisema
  • Diabete

 

Il risultato è stato una coorte di 380296 partecipanti di cui 214.284 uomini e 166.012 donne, senza storia di malattie croniche. Il periodo di follow-up per la valutazione della mortalità da ogni causa è stato tra il 1995-96 ed il 31 dicembre 2005. L’analisi ha riguardato cause specifiche di mortalità, incluse le malattie cardiovascolari ed il cancro. I partecipanti allo studio hanno completato un questionario ( Food Frequency Questionnaire) che ha valutato l’introduzione di alcool, acidi grassi monoinsaturi, poliinsaturi, grassi saturi, introduzione calorica. Informazioni su situazione demografica, fumo, attività fisica, stato di menopausa erano presenti nel questionario iniziale di arruolamento. La valutazione dell’aderenza alla dieta mediterranea è stata effettuata mediante due tipi di punteggio (che comunque non hanno evidenziato differenze nella correlazione dei vari gruppi con la mortalità):

 

  • il traditional Mediterranean diet score (tMED) include 9 componenti e determina un punteggio da 0 a 9 (dal grado minimo al grado massimo di conformità alla dieta mediterranea stessa). I punti vengono attribuiti in base alla presenza, al di sopra della media, nella dieta di alimenti considerati salutari, quali:
    •  verdure (escluse le patate)
    •  frutta e noci
    •  legumi
    •  cereali
    •  pesce
    • indice grassi monoinsaturi e poliinsaturi/grassi saturi.

 

 I punti vengono anche assegnati per la assenza o assunzione al di sotto della media di alimenti considerati nocivi (prodotti lattiero-caseari e carne). Un punto viene assegnato per la presenza di alcool nel range compreso tra 5-25 g./die per le donne e 10-50 g./die per gli uomini.

 

  • Lo score aMED (alternate Mediterranean diet score) creato da Fung et al. :
    • Differisce dal precedente score in quanto elimina il gruppo dei prodotti lattiero-caseari, separa frutta e noci in 2 gruppi distinti, include solo cereali integrali, include nelle carni solo quelle rosse.

 

I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi, con i due sistemi di punteggio sopradescritti:

 

  • punteggio 0-3
  • punteggio 4-5
  • punteggio 6-9.

 

Risultati
Durante i primi 5 anni di follow-up si sono avuti 12.105 decessi (compresi 5985 decessi per cancro e 3451 per malattie cardiovascolari) . Nei successivi 5 anni di follow-up si sono avuti un totale di 27.799 decessi (18126 uomini e 9673 donne). La tabella 1 riporta l’analisi relativa ai fattori non nutrizionali avendo diviso la popolazione (età media 62 anni) in base al sesso e al punteggio di aderenza alla dieta mediterranea; questi fattori sono:

  • BMI
  • Razza
  • Livello di scolarità
  • Fumo
  • Stato civile
  • Terapia ormonale per la menopausa
  • Attività fisica

Negli uomini l’aderenza alla dieta mediterranea tende ad essere più alta con l’aumentare dell’età e con le seguenti caratteristiche: BMI compreso tra 18,5 e 30, livello educazionale alto, attività fisica elevata, sposati e non fumatori. Un pattern simile è stato osservato nelle donne con l’eccezione dell’essere sposate. In aggiunta a questi fattori, nelle donne, vi è un’alta aderenza alla dieta da parte delle donne con TOS per la menopausa. L’introito energetico è associato in misura minima con lo score di aderenza alla dieta. Un punteggio elevato di conformità alla dieta mediterranea è stato associato con una riduzione statisticamente significativa nella mortalità da tutte le cause, compresa la mortalità dovuta a cancro o malattie cardiovascolari, sia negli uomini che nelle donne (tab.3-4)

 

 

 

Negli uomini, l’analisi multivariata Hazard ratio relativa alla mortalità da tutte le cause, cancro e malattie cardiovascolari effettuata in base ai diversi livelli di conformità alla dieta mediterranea (confrontando il livello più basso rispetto al livello più alto) è risultata è risultata rispettivamente 0.77; 0,79 e 0,76. Nelle donne il punteggio più alto di adesione alla dieta mediterranea è risultato associato , rispettivamente per la mortalità da ogni causa, mortalità da cancro e da cause cardiovascolari, ad un decremento di morti del 22, 14 e 21%. Nello studio gli effetti benefici della dieta mediterranea si sono avuti in maggior misura nei fumatori con alta aderenza alla dieta (punteggio 6-9). Probabilmente questo è dovuto al fatto che i fumatori sono caratterizzati da alti livelli di stress ossidativo e un profilo lipidico negativo ed in queste condizioni la dieta mediterranea ha un effetto protettivo particolarmente importante. Tra gli individui obesi (BMI>30), che non fumano, la conformità con la dieta mediterranea ha un ruolo meno importante poiché l’aumento del rischio di morte legato all’obesità può mascherare l’associazione inversa con la dieta riguardo la mortalità da tutte le cause. Non risultano altri studi di mortalità che abbiano esaminato l’effetto della dieta mediterranea rispetto al BMI e al fumo.

 

Conclusioni
In questo studio prospettico di grandi dimensioni, sulla popolazione americana, si evidenzia chiaramente come una elevata adesione ai canoni della dieta mediterranea sia correlata con un più basso livello di mortalità. L’associazione inversa negli uomini e nelle donne rimane statisticamente significativa anche quando l’analisi viene focalizzata sulla popolazione di non fumatori. Gli effetti benefici della dieta sono maggiori nella popolazione di fumatori e in particolar modo nei fumatori con un BMI comreso tra 18,5 e 25. Tutti gli studi già effettuati (su altre popolazioni non americane) hanno riportato la correlazione inversa tra alta adesione alla dieta mediterranea e mortalità. L’effetto benefico della dieta mediterranea sulla mortalità può essere legato a molteplici meccanismi inclusa la protezione nei riguardi dello stress ossidativo e dell’infiammazione cronica. La conformità rispetto al pattern alimentare della dieta mediterranea è infatti associato con un alta capacità antiossidante e una bassa concentrazione di lipoproteine LDL ossidate e questo potrebbe spiegare il più basso rischio di mortalità. La dieta mediterranea include, inoltre, altri importanti costituenti quali le fibre e un livello elevato di acidi grassi poliinsaturi rispetto ai grassi saturi e questo sembra essere correlato con un minor rischio di neoplasia. Importante anche l’osservazione che il pattern della dieta mediterranea è associato con un livello più basso di PCR, interleuchina 6, omocisteina, fibrinogeno e leucociti, in quanto l’infiammazione cronica è stata correlata con un maggior rischio cardiovascolare e di neoplasie. L’abitudine tabagica è risultata associata con un decremento della conformità alla dieta mediterranea e questo può rappresentare un fattore confondente nell’associare mortalità e pattern dietetico.

Rilevanza per il medico di medicina generale
L’attività di counseling, da parte del MMG, è importante ai fini della modifica di abitudini alimentari e voluttuarie, nocive per la salute. L’approccio da parte del MMG deve essere strutturato, anche se compatibile con i suoi tempi di lavoro, e basato sulla trasmissione di informazioni chiare e basate sulle migliori evidenze scientifiche ed epidemiologiche. I risultati di questo studio, anche se analizza la popolazione americana, rafforzano il messaggio educativo sulla diffusione ed importanza del modello dietetico mediterraneo e sul danno da fumo e la sua interrelazione con l’effetto protettivo di una dieta corretta. La dieta mediterranea, piuttosto che uno specifico programma dietetico, è un insieme di abitudini alimentari, caratterizzate dal consumo di cibi naturali freschi e da una grande varietà di alimenti spesso combinati assieme nelle preparazioni. I suoi punti salienti sono:

  • Un elevato consumo di frutta, verdura, patate, fagioli, noci, semi, pane e cereali
  • Uso dell’olio d’oliva per cucinare e per condire
  • Moderate quantità di pesce, ma poca carne
  • Piccole/moderate quantità di formaggio grasso e yogurt intero
  • Consumo moderato di vino, di solito ai pasti
  • Alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi
  • Stile di vita attivo

Questi semplici concetti devono essere affiancati dalla illustrazione degli effetti a medio e lungo periodo e l’analisi sulla mortalità risulta particolarmente convincente. Sono diversi gli studi epidemiologici che hanno dimostrato una correlazione tra Dieta Mediterranea e diminuzione del rischio di malattia. I più rilevanti:

  • Dal 1950 al 1970, Ancel Keys, con i colleghi della Minnesota University Henry Taylor e Henry Blackburn ed altri collaboratori di altri Paesi, ha studiato intere popolazioni dimostrando sperimentalmente che i caratteri fisici, precedentemente considerati irrevocabili e costituzionali, quali la tipologia fisica, i livelli grassi nel sangue (colesterolo), la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e le risposte allo sforzo, erano in gran parte modificabili con semplici cambiamenti della composizione e della quantità della dieta e dell’attività fisica. Lo Studio di Keys, all’inizio degli anni Sessanta, riconobbe nelle abitudini alimentari dei contadini e pescatori del sud Italia un forte valore “protettivo” rispetto a quelle dei paesi “ricchi”.
  • “Seven Country Study “, negli anni Settanta confrontò le abitudini alimentari di Italia, Grecia, Iugoslavia, con quello di Stati Uniti Giappone, Finlandia e Olanda
  • Nel 2003, il gruppo EPIC (european prospective investigation into cancer and nutrition) greco ha dimostrato che in quella coorte vivono più a lungo i soggetti con abitudini alimentari mediterranee (Trichopoulou et al, NEJM 2003;348(26):2599-608). Nel 2005 le analisi sono state estese alla coorte EPIC-Elderly , costituita da 74.607 volontari di 10 diversi paesi europei, tutti di età superiore ai 60 anni (Trichopoulou et al, BMJ 2005;330(7498):991).
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