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Effetti dell’aglio crudo rispetto alle preparazioni commerciali di aglio sulle concentrazioni dei lipidi plasmatici negli adulti con ipercolesterolemia moderata.

Numero 13 - Articolo 1. Aprile 2007
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Titolo Originale: Effect of Raw Garlic vs Commercial Garlic Supplements on Plasma Lipid Concentrations in Adults With Moderate Hypercholesterolemia. A Randomized Clinical Trial
Autori: Christopher D. Gardner, PhD; Larry D. Lawson, PhD; Eric Block, PhD; Lorraine M. Chatterjee, MS; Alexandre Kiazand, MD; Raymond R. Balise, PhD; Helena C. Kraemer, PhD
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Arch Intern Med. 2007;167:346-353
Recensione a cura di: Bruno Glaviano
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Lo Studio
L’uso dell’aglio in medicina risale all’antichità. Al giorno d’oggi, viene principalmente impiegato sotto forma di supplemento alimentare, con preparazioni diverse che tentano di conciliare i benefici dell’aglio crudo con una palatabilità più accettabile, come agente ipocolesterolemizzante; rappresentando uno dei prodotti più utilizzati in questo campo. L’allicina che viene sintetizzata a seguito della tritatura dell’aglio inibisce la sintesi del colesterolo in vitro, ma nonostante questo effetto sia stato dimostrato in più di 110 studi degli animali, l’evidenza derivante dagli studi clinici non è consistente. Ad esempio, la biodisponibilità di importanti componenti solforati è diversa nell’aglio crudo e nella formulazione specifica per uso alimentare. Gli autori hanno quindi disegnato questo studio per confrontare l’effetto dell’aglio crudo e di due tipi diversi di supplementi sulla concentrazione dei lipidi plasmatici in adulti con ipercolesterolemia moderata per un periodo di sei mesi.
I partecipanti sono stati reclutati nella popolazione generale con avvisi sui mezzi di comunicazione: sono stati invitati adulti di età compresa tra 30 e 65 anni con valori di colesterolo LDL compresi tra 130 a 190 mg/dl; trigliceridi inferiori a 250 mg/dl e indice di massa corporea compreso tra 19 e 30. I criteri di esclusione e comprendevano: gravidanza, allattamento, abitudine al fumo, importante malattia cardiaca, tumori, malattie renali, diabete mellito e uso di farmaci ipolipemizzanti. Sono stati quindi suddivisi in quattro gruppi ai quali sono stati somministrati per sei giorni alla settimana e per sei mesi, rispettivamente: 4 g di aglio crudo (corrispondente a uno spicchio di dimensioni medie), una preparazione commerciale che rilascia allicina in quantità simile all’aglio crudo, un’altra preparazione commerciale molto diffusa basata su polvere essicata, e placebo. L’aglio crudo veniva somministrato all’interno di 12 tipi diversi di panini, che venivano distribuiti anche gli altri tre gruppi (senza aglio crudo) per favorire una dieta uniforme in tutti e quattro i gruppi. Per evidenti motivi organolettici, è stato impossibile condurre lo studio in cieco.
I valori dei lipidi plasmatici sono stati misurati nei partecipanti all’inizio dello studio, tutti i mesi e alla fine. I partecipanti dovevano compilare un diario settimanale; l’aderenza allo studio è stata valutata contando le compresse restituite; a tutti partecipanti alla fine dello studio è stato chiesto se pensavano di avere ricevuto i panini con aglio crudo o placebo, e le compresse di aglio o di placebo. La dieta e l’attività fisica sono state valutate con appositi questionari all’inizio a metà e alla fine dello studio, così come il peso corporeo. Particolare attenzione è stata dedicata al dosaggio dei principi attivi nell’aglio crudo e nelle supplementazioni alimentari somministrate ai partecipanti.

 

I Risultati
Durante lo studio non sono state riscontrate differenze significative tra i quattro gruppi rispetto all’attività fisica, peso, assunzione con l’alimentazione di grassi saturi, fibre o calorie. L’aderenza all’assunzione delle compresse è stata compresa tra i 91 e il 94% in tutti e quattro gruppi (un po’ meno nel gruppo che doveva assumere l’aglio crudo); l’aderenza all’assunzione di panini è stata compresa invece tra i 96 e il 97% in tutte e quattro e gruppi: il 100% dei partecipanti hanno consumato almeno l’80% dei panini somministrati. Come prevedibile solo pochi partecipanti non sono stati in grado di capire se assumevano aglio crudo (3%) o erano incerti (7%). Complessivamente circa il 55% dei partecipanti è stato in grado di distinguere se assumeva aglio crudo o placebo, mentre il 35% ha preferito non indovinare.
169 dei 192 partecipanti hanno completato il protocollo completo. Non sono risultate differenze statisticamente significative nei gruppi di trattamento per nessuna concentrazione di lipidi plasmatici a digiuno: colesterolo LDL, colesterolo HDL, colesterolo totale, trigliceridi. Anche creando sottogruppo di soggetti con valori di colesterolo LDL superiore alla media all’inizio dello studio, non è stata rilevata una diminuzione significativa dei valori. Per quanto riguarda gli eventi avversi, non è stato registrato nessuno inconveniente serio, solo segnalazioni sporadiche di eruzioni cutanee, bruciore epigastrico e ulcere del cavo orale in un partecipante rispettivamente. Il 57% dei soggetti assegnati alla consumazione di aglio crudo ha riferito la presenza di cattivo odore corporeo e alitosi spesso o quasi sempre, solo un partecipante nel gruppo assegnato alle compresse a base di estratto secco, e nessuno negli altri gruppi. Alcuni soggetti assegnati all’assunzione di aglio nelle tre diverse forme hanno lamentato flatulenza attribuibile alle sostanze assunte per lo studio.

 

Risultati
Sono stati selezionati 858 studi potenzialmente eleggibili. La valutazione dei criteri di selezione ha portato ad includerne solo 10. Tra questi vi erano; 5 studi su pazienti con protesi valvolari meccaniche, 2 studi su pazienti con fibrillazione atriale, 2 studi su pazienti con cardiopatia ischemica, 1 studio su pazienti ad alto rischio cardiovascolare. Gli studi selezionati hanno consentito di valutare i trattamenti in una popolazione complessiva di 4180 soggetti. L’analisi degli outcome ha dimostrato che l’aggiunta di ASA alla TAO è in grado di ridurre significativamente il rischio di tromboembolismo (1 caso evitato ogni 40 pazienti trattati) mentre non comporta differenze significative per quanto riguarda la mortalità globale. L’incidenza dei sanguinamenti maggiori è significativamente aumentata (1 caso in più ogni 100 pazienti trattati).

 

L’analisi dei sottogruppi ha evidenziato come la riduzione degli eventi tromboembolici si verifichi a vantaggio esclusivo dei pazienti con protesi valvolari meccaniche, mentre nei pazienti con fibrillazione atriale o con cardiopatia ischemica il beneficio è del tutto assente o statisticamente non significativo. I pazienti con protesi valvolare sono risultati anche esposti ad un maggior rischio di sanguinamento maggiore. Non si sono evidenziate differenze significative in nessuno dei tre sottogruppi per quanto riguarda la mortalità per tutte le cause.

 

Limiti dello Studio
Gli autori non riportano limiti al lavoro da loro presentato; la rivista affida a un editoriale il compito di commentarlo criticamente. Uno dei due autori dell’editoriale lavora in un centro di medicina complementare e integrativa. Anche se gli autori mostrano in maniera convincente che l’aglio crudo, e due supplementi alimentari a base di aglio di ampio utilizzo, non riducono il colesterolo LDL per più di 10 mg per decilitro quando utilizzate per sei mesi rispetto al placebo, i risultati non dimostrano nessuna utilità dell’aglio nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Per quanto riguarda la prevenzione della morte cardiovascolare, la dislipidemia è un fattore chiave nello sviluppo dell’aterosclerosi, ma secondo molti ricercatori la patogenesi non è tanto influenzata dal colesterolo LDL nativo, quanto da quello ossidato, che aumenta la chemiotassi dei monociti, trasforma i macrofagi in cellule schiumose, e aumenta la proliferazione endoteliale. Altri autori hanno dimostrato in vitro come l’estratto di aglio e numerosi principi attivi aumentano la resistenza all’ossidazione delle LDL mentre l’allicina, il principio attivo valutato in questo studio, in realtà aumenta l’ossidazione delle LDL. Studi in modelli animali hanno mostrato come l’allicina purificata può ridurre la placca aterosclerotica senza necessariamente ridurre le concentrazione di colesterolo LDL nel siero. Altri principi attivi presenti dell’aglio hanno effetti antitrombotici, riducono l’attività piastrinica e l’ossidazione delle LDL, e alterano l’espressione delle molecole di adesione endoteliale nel danno endoteliale simulato in vitro. Quindi gli effetti farmacologici sono multipli, e diversi agenti chimici che ne sono responsabili possono agire in sinergia. Inoltre è ampiamente riconosciuto come l’aterosclerosi sia un fenomeno complesso nel quale molo l’infiammazione, l’ipertensione, l’aggregazione per piastrinica, la dislipidemia, la disfunzione e endoteliale, il diabete mellito e numerosi altri fattori tra cui pregresse infezioni, l’abitudine al fumo e fattori genetici. La scelta quindi di studiare un singolo componente, in questo caso la allicina, può ridurre la nostra capacità di valutare gli effetti di prodotti naturali sulla salute. A queste considerazioni possiamo aggiungere che le dosi studiate dagli autori sono arbitrarie, in quanto hanno scelto di consegnare dosi di supplementi circa doppie rispetto a quelle consigliate dai produttori, senza spiegarne il motivo, ma ammettendo poi che la mancanza di effetti osservati sulle concentrazioni lipidiche rispetto agli studi precedenti può essere dovuta a un sottodosaggio.

 

Implicazioni per la pratica clinica
In base ai risultati di questo studio e di altri studi recenti, i medici possono avvisare i pazienti con concentrazione di colesterolo LDL moderatamente elevato che l’assunzione di aglio a dosi ragionevoli probabilmente non causa un miglioramento del quadro lipidico. Anche se l’aglio può avere altri effetti benefici sulla salute, come un aumento della fibrinolisi e diminuzione dell’aterosclerosi o proprietà anti-carcinogeniche, queste proprietà dovranno essere indagate con studi appositi accuratamente progettati e rivolti a componenti specifici. I risultati di questo studio potrebbero non essere applicabili a popolazioni diverse, o a diversi effetti sulla salute. L’aglio potrebbe diminuire il colesterolo LDL in particolari popolazioni, ad esempio quelle con i valori più elevati, o avere altri effetti benefici. In questo studio è stato valutato solo un dosaggio, e gli effetti potrebbero essere evidenti a dosi più alte, se tollerate.

 

Conclusioni del revisore
SL’aglio è uno dei supplementi alimentari più diffusi, probabilmente anche perché è già noto come alimento a sé stante e viene quindi considerato sicuro dei consumatori. Il medico curante deve però preoccuparsi di indagare le abitudini alimentari dei propri pazienti, e in particolare l’uso di supplementi alimentari, soprattutto nei pazienti che assumono terapia. Infatti l’aglio, così come altri molti supplementi naturali di origine vegetale, può interferire con il metabolismo di numerosi farmaci: anticoagulanti orali, macrolidi, antimicotici azolici, antiaritmici, procinetici gastrointestinali, in generale i farmaci che sono metabolizzati dai citocromi della classe P450. Questo studio permette di comunque di dare un’indicazione precisa: l’assunzione di aglio non è efficace nel migliorare i parametri lipidici, e il suo effetto nella prevenzione delle malattie cardiovascolari deve ancora essere documentato e dimostrato. Un dato interessante che risulta dall’analisi di questo studio è l’elevata accettabilità delle preparazioni alimentari integrative a base di aglio, che risultano avere caratteristiche organolettiche molto meno sgradevole rispetto al prodotto naturale.

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