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Raccolta dati: annotazione cartacea e palmare a confronto

Numero 12 - Settembre 2008
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Titolo Originale: Data Collection Outcomes Comparing Paper Forms With PDA Forms in an Offi ce-Based Patient Survey
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Ann Fam Med 2008;6:154-160. DOI: 10.1370/afm.762
Recensione a cura di: Piercarlo Salari


Sintesi
L’obiettivo di questo studio, condotto dall’ American Academy of Family Physicians National Research Network , è stato il confronto della completezza delle risposte raccolte da 19 medici e infermieri di ambulatori di Medicina generale da pazienti adulti tra un questionario cartaceo e uno elettronico caricato su un computer palmare. Le domande riguardavano la vaccinazione pneumococcica. Dei 1.140 questionari attesi 1.003 sono stati quelli resisi disponibili per l’analisi: 537 su 570 (94%) cartacei e 466 su 570 (82%) elettronici, risultati inferiori a causa delle difficoltà tecniche nell’utilizzo del palmare. Gli errori sono invece risultati più frequenti nei questionari cartacei: 25% versus 3%. Soltanto lo 0,04% delle risposte è inoltre risultato mancante nei questionari elettronici contro il 3,5% di quelli scritti a mano. In conclusione il ricorso a uno strumento tecnologico ha migliorato la completezza delle informazioni ma non ha soddisfatto pienamente le aspettative, sollevando il problema dell’apprendimento dell’utilizzo del computer palmare. I risultati non sono in ogni caso da considerare negativi, ma inducono a contemplare anche altre possibili soluzioni nell’archiviazione di dati ottenuti da interviste a pazienti, come per esempio i tablet computer o i telefoni cellulari collegati direttamente, mediante connessione senza filo, a un sito web.

Metodi
Il reclutamento dei medici è stato operato mediante invio di lettere ed e-mail a 164 membri dell’ American Academy of Family Physicians National Research Network (AAFP NRN), invitandoli a coinvolgere uno del propri infermieri o assistenti a partecipare al Pneumococcal Immunization Study of Older Adults. 44 medici hanno espresso interesse ma la metà sono stati eclusi a seguito di sicurezza insufficiente del proprio computer o difficoltà di approvazione da parte del comitato etico locale. I partecipanti allo studio sono stati addestrati a intervistare 60 pazienti ultrasessantacinquenni sulla vaccinazione pneumococcica, riportando le risposta in 30 di essi su carta e nei restanti 30 su palmare (Sony Clie PEG-T615C) con Palm operating system versione 4.1 (Palm, Inc, Sunnyvale, Calif). I dati raccolti mediante quest’ultimo sono stati poi riversati via internet su server. Le 40 domande miravano, oltre a raccogliere informazioni demografiche e amministrative, a verificare le conoscenze dei pazienti circa la polmonite pneumococcica, il loro atteggiamento nei confronti della vaccinazione, la pregressa somministrazione del vaccino e altri elementi correlati a questi aspetti. Sono state conteggiate come errori le omissioni (cioè le mancate risposte). L’analisi statistica è stata effettuata mediante il software SAS versione 9.1 (SAS Institute, Inc, Cary, North Carolina): sono state esaminate le associazioni e interazioni sia tra metodica impiegata (carta o palmare) sia in relazione all’ordine di utilizzo dell’una o dell’altra (prima intervista su carta o su palmare). I dati sono stati corretti in rapporto alle caratteristiche dei pazienti e al raggruppamento dei questionari nelle singole sedi in cui si è svolto lo studio. È stata inoltre valutata la probabilità di errore in relazione al tipo di questionario (cartaceo o elettronico).

Risultati
Dei 22 studi medici coinvolti 3 non hanno fornito i dati a seguito di difficoltà operative o imprevisti sopraggiunti cosicché sono stati raccolti 1.003 dei 1.140 questionari previsti. L’indice di risposta dei 19 centri è stato del 94% (537 su 570) per i questionari cartacei e dell’82% (466 su 570) per quelli elettronici (p <0,001). 16 (84%) degli studi hanno riconsegnato almeno 30 questionari cartacei e 10 (53%) almeno 30 questionari elettronici. La causa più frequente di una minore raccolta di questionari è stata la carenza di personale. Malgrado l’assenza di una significatività statistica, è risultata più frequente la mancanza di questionari elettronici rispetto a quelli cartacei. Per quanto riguarda gli errori, la loro incidenza è stata del 35% nei questionari cartacei e del 3% in quelli elettronici (Tabella 1).
 



Tabella 1. Questionari con errori di qualsiasi genere
 
I 18 ambulatori che hanno inviato questionari cartacei hanno commesso 469 errori da omissione e i 17 che hanno prodotto questionari elettronici hanno commesso 43 errori di questo genere. In ultima analisi la frequenza di errore è stata del 3,5% nei questionari cartacei e dello 0,4% in quelli elettronici, con una differenza pertanto nettamente a favore di questi ultimi (p <0,001; tabella 2).
 


Tabella 2. Questionari con omissioni

I risultati non sono stati influenzati dall’ordine di compilazione (cartacea versus elettronica). Le omissioni hanno riguardato con maggiore frequenza le domande sulla vaccinazione pneumococcica (56% nei questionari cartacei, 0% in quelli elettronici). Gli errori sui dati demografici sono stati maggiori nei questionari elettronici (53% versus 23%) come pure quelli su dati amministrativi (47% versus 21%). Prendendo tuttavia in considerazione le sole 10 domande di carattere demografico e amministrativo senza risposta chiusa i questionari elettronici sono risultati superiori a quelli cartacei.
 
Conclusioni del revisore
Una delle esigenze più sentite oggi – anche in Medicina – è quella di una raccolta di dati che sia il più precisa e affidabile possibile. Non soltanto a scopo di ricerca ma anche più semplicemente per monitorare comportamenti, stili di vita, percezione di un farmaco, di un vaccino o di una patologia. La semplificazione della metodologia della raccolta delle informazioni può consentire anche a professionisti poco avvezzi all’uso dei moderni strumenti di intervistare i pazienti e trasmetterne le risposte senza doversi minimamente preoccupare di verificarle e riportarle una a una, come impone invece la tradizionale soluzione cartacea. Il sistema elettronico, inoltre, può essere di maggiore utilità nel limitare le possibilità e modalità di risposta oltre che nell’incentivare il completamento di un questionario. I dati possono ovviamente essere archiviati perennemente ed essere sempre accessibili o disponibili per ulteriori elaborazioni o confronti. Esperienze come quella del presente studio acquistano pertanto notevole rilevanza sia perché mettono a confronto i metodi tradizionali con quelli più avanzati, valutandone punti di forza ed eventuali vantaggi, sia perché consentono di affinare le attuali tecnologie in modo da consentire di ottimizzare il tempo del medico offrendogli strategie di facile gestione e al tempo stesso di elevata affidabilità e associando alla normale pratica clinica l’opportunità di acquisire informazioni importanti.
 
Rilevanza per la Medicina Generale
Malgrado la diffusione del palmare sono ancora pochi gli studi sull’utilità e sulle potenzialità di tale strumento nella raccolta e soprattutto nella trasmissione di dati nel contesto di indagini svolte a livello ambulatoriale. Tre studi controllati avevano già dimostrato il risparmio di tempo e di costi nonché la minore incidenza di errori con l’utilizzo del palmare, mentre un’altra indagine aveva mostrato una maggiore soddisfazione dei pazienti nel compilare personalmente un questionario elettronico rispetto a uno cartaceo, pur evidenziando una maggiore affidabilità dei dati raccolti con quest’ultimo. Altrettanto interessanti sono le conclusioni di uno studio randomizzato in Medicina generale relativamente a una minor incidenza di errore nell’inserimento dei dati con il palmare. Questo studio si differenzia innanzitutto per la tipologia del protocollo, che prevedeva anche l’invio dei questionari completati al server, e sottolinea alcuni aspetti in parte contraddittori: il palmare ha ridotto gli errori e ha permesso una raccolta di dati più completa, ma i questionari elettronici trasmessi sono stati numericamente inferiori a quelli cartacei. In ogni caso anche la modalità cartacea ha prodotto risultati apprezzabili in termini di affidabilità. In altri termini se l’obiettivo è quello di ottenere la massima raccolta di dati la metodologia classica prevale sul palmare, se invece si mira alla qualità delle informazioni quest’ultimo è senza dubbio superiore. Non bisogna tuttavia sottovalutare il problema della sicurezza nella trasmissione telematica, con tutte le criticità legate all’utilizzo e alla compatibilità dei vari software. Gli autori richiamano poi l’attenzione ad alcuni limiti dello studio: non hanno posto a confronto il tempo impiegato nella compilazione dei questionari cartacei rispetto a quelli elettronici; non hanno considerato la dimestichezza dei partecipanti all’utilizzo del palmare; non hanno approfondito le ragioni per cui alcuni pazienti hanno declinato l’invito a essere intervistati; non hanno stabilito l’influenza che può avere il carattere aperto o chiuso delle domande e non hanno coinvolto direttamente i pazienti nella risposta alle domande, affidata al personale medico o infermieristico. Al di là di questi aspetti, però, rimangono due importanti conclusioni: innanzitutto il palmare, pur richiedendo un addestramento specifico, è indubbiamente vantaggioso sotto il profilo del rapporto costo/beneficio. In secondo luogo esso merita di essere annoverato tra gli strumenti utili per svolgere ricerche in Medicina generale, grazie alla maneggevolezza e alla versatilità, inclusa la possibilità di collegamento al computer e alla trasmissione dei dati a un server locale o via internet.

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