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Proteine della soia, isoflavoni e salute cardiovascolare

Numero 1 - Articolo 3. Aprile 2006
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Titolo Originale: Soy Protein, Isoflavones, and Cardiovascular Health; An American Heart Association Science Advisory for Professionals From the Nutrition Committee
Autori: F.M. Sacks , A. Lichtenstein , L.Van Horn , W. Harris , P. Kris-Etherton , M. Winston
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Circulation. 2006;113:1034-1044. © 2006 American Heart Association, Inc.
Recensione a cura di: Bruno Glaviano

 

 

 

Sintesi delle Raccomandazioni

Questa raccomandazione scientifica dell’ American Heart Association è stata pubblicata per rivalutare le evidenze sulle proteine della soia riguardo alla malattie cardiovascolari. Nel 1999 la US Food and Drug Administration (FDA) aveva approvato, per i cibi contenenti proteine di soia, la dicitura “protegge contro le malattie coronariche” sull’etichetta. Nel 2000 l’American Heart Association aveva concluso che “è prudente raccomandare cibi con proteine di soia in una dieta a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo”. Da allora molti studi di qualità hanno aggiunto nuove conoscenze sull’argomento.

In molti modelli animali, le proteine animali (soprattutto la caseina del latte, ma anche proteine di origine bovina e suina) aumentano la concentrazione di colesterolo nel sangue, mentre la sostituzione con proteine della soia non causa ipercolesterolemia. La possibilità che la soia potesse ridurre il colesterolo aveva quindi stimolato una intensa serie di studi. L’applicazione del modello animale a persone sane non ha però mostrato variazioni di colesterolo, cambiando il tipo di proteine nella dieta. Ad esempio, la somministrazione di caseina a vegetariani integrali non causa aumento di colesterolo. Una metanalisi del 1995 mostrò che l’effetto di riduzione di colesterolo era più marcato nei soggetti con valori elevati di colesterolo, maggiore di 335 mg/dl, ma non significativo per valori inferiori a 255 mg/dl. Inoltre questo effetto era indipendente dalla quantità di proteine di soia assunte, per un intervallo variabile da 18 a 124 g/die.

 

La possibilità che componenti non proteici della soia avessero effetto sul colesterolo ha indirizzato molti studi sui fitoestrogeni o isoflavoni, molecole bioattive separate con l’alcol dalle proteine. I tre principali isoflavoni, genistina, daidzina e glicitina provocano vasodilatazione arteriosa, diminuzione del colesterolo e inibizione dell’aterosclerosi negli animali (scimmie in post-menopausa). La presenza di queste sostanze nei preparati a base di soia è molto variabile e dipende soprattutto dai processi di preparazione. Possono avere effetti estrogeni, antiestrogeni o non correlati all’attività estrogenica. Valutare l’efficacia e la sicurezza di fondaparinux nella prevenzione del tromboembolismo in pazienti anziani, con patologia mediaca cronica riacutizzata, ospedalizzati e, quindi, allettati.

 

 

  • Effetti delle proteine della soia sul colesterolo LDL e altre lipoproteine
    • Proteine della soia con isoflavoni: esaminando 22 studi, la riduzione media è di circa 3%
    • Proteine della soia senza isoflavoni: in 7 studi, riduzione media di 1% – 2% senza effetto dose.
    • Effetto degli isoflavoni: nessun effetto sui lipidi plasmatici in 19 studi combinati, senza effetto dose.
      • Influenza dei valori iniziali di colesterolo LDL: 22 studi recenti non hanno confermato la maggiore riduzione di LDL in soggetti con valori iniziali >160, come indicato da una prima metanalisi.
      • Influenza di una dieta ipocolesterolemizzante: la riduzione dimostrata in tre studi è del 2%, simile, simile agli studi altri con dieta normale.
      • Effetto sulla lipoproteina A: non è confermato un aumento di questo fattore predittivo di malattia cardiovascolare, che costituirebbe un effetto negativo.
  • Effetti sulla pressione arteriosa: solo in 1 studio su 5 la pressione è diminuita significativamente, con una riduzione media di 1%, impiegando le proteine della soia e gli isoflavoni al posto delle proteine animali (caseina).
  • Effetti su patologie collegate agli estrogeni
    • Sintomi vasomotori in menopausa: la debole attività estrogenica non migliora questi disturbi, si sono avuti leggeri miglioramenti solo in 3 studi su 8, e solo nelle prime 6 settimane di trattamento. Effetti simili si sono manifestati nei gruppi di controllo, o placebo.
    • Osteoporosi: gli studi finora condotti hanno mostrato risultati inconcludenti o contradditori, per cui ne solo necessari altri con numeri adeguati, e di lunga durata
    • Neoplasie: gli studi non hanno finora dimostrato l’efficacia e la sicurezza nella prevenzione e nel trattamento dei tumori della mammella, dell’endometrio e della prostata; le evidenze sono scarse e indicano possibili effetti avversi.

 


Rilevanza per la pratica quotidiana
Non vi è conferma degli effetti favorevoli delle proteine di soia sui livelli di colesterolo LDL e sugli altri fattori di rischio CV. Al momento, in base alle evidenze scientifiche, le proteine di soia, possono essere consigliate, come vantaggiose, non per vantaggi intrinseci, ma solo come sostituzione di cibi di origine animale, ricchi di grassi saturi e colesterolo.

 

Conclusioni del revisore
La corretta valutazione del paziente richiede anche l’indagine delle abitudini alimentari, e la proposta di stili di vita salutari. A volte il paziente assume diete particolari, integratori o sostanze erboristiche che possono avere effetti sulla sua salute, o interazioni con i farmaci che assume, all’insaputa del curante. Infine, il paziente può richiedere informazioni si argomenti particolari. Questa raccomandazione scientifica risponde a molte di queste domande, offrendo al medico informazioni chiare, dettagliate e documentate. Gli studi svolti negli ultimi 10 anni non hanno confermato le precedenti indicazioni rispetto a effetti favorevoli delle proteine della soia nei confronti del colesterolo LDL e di altri fattori di rischio cardiovascolari. La supplementazione di alimenti o pillole con isoflavoni non è raccomandata. Resta l’effetto benefico sull’apparato cardiovascolare e sul benessere in generale, di alcuni alimenti come il tofu, il burro di soia, le noccioline di soia e alcuni hamburger di soia per l’elevato contenuto di grassi polinsaturi, fibre, vitamine e sali minerali e per il basso contenuto di grassi saturi. Non si sa ancora molto sul potenziale impatto delle diete iperproteiche sui fattori di rischio cardiovascolari; le proteine della soia potrebbero essere impiegate per incrementare l’apporto proteico e ridurre quello di grassi e carboidrati. L’American Heart Association continua a valutare i risultati delle ricerche in coso, e a modificare le sue indicazioni quando necessario.

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