Home Letteratura Area Metabolica Efficacia e Sicurezza di Saxagliptin in aggiunta alla Terapia con Metformina nei Pazienti con Diabete di Tipo 2, non Adeguatamente Controllato con Metformina in Monoterapia.

Efficacia e Sicurezza di Saxagliptin in aggiunta alla Terapia con Metformina nei Pazienti con Diabete di Tipo 2, non Adeguatamente Controllato con Metformina in Monoterapia.

Numero 6. Gennaio 2013
12 minuti di lettura
5
14
Titolo Originale: The efficacy and safety of saxagliptin when added to metformin therapy in patients with inadequately controlled type 2 diabetes with metformin alone
Autori: R.A. DeFronzo, M.N. Hissa, A.J. Garber, J. Luiz Gross, R. Yuyan Duan, S. Ravichandran, R.S. Chen.
Rivista e Riferimenti di pubblicazione: Diabetes Care. 2009 Sep;32(9):1649-55.
Recensione a cura di: Gerardo Medea

Background
La terapia farmacologica del Diabete Mellito tipo 2 (DM2) si può oggi giovare di numerosi farmaci (metformina, sulfaniluree, repaglinide, acarbosio, inibitori del DPP-4 o gliptine, analoghi del GLP-1, pioglitazone, fino ovviamente all’insulina). Le linee guida nazionali (1) ed internazionali raccomandano la metformina come primo step terapeutico, esclusi naturalmente i casi in cui vi sia accertata allergia o intolleranza al farmaco oppure sia subito necessaria l’insulina per grave scompenso metabolico. In caso di fallimento secondario della metformina, evento atteso e facente parte della storia naturale della malattia, si pone dunque il problema anche per il MMG di scegliere il farmacoappropriatoda associarealla metformina stessa. Gli algoritmi terapeutici AMD per la cura del DM2 (2), in base alle caratteristiche metaboliche e fenotipiche del paziente (emoglobina glicata, glicemia a digiuno e postprandiale, BMI) indicano il possibile uso nel 2° step degli inibitori del DPP-4. Questi ultimi, di recente introduzione, sono farmaci in grado di bloccare un enzima (il Di-Peptyl-Peptidasi-4, DPP-4) che a sua volta inattiva in pochi minuti un ormone- il GLP-1o Glucagon-Like Peptide 1- secreto dalle cellule dell’intestino tenue appena esso è stimolato dalla presenza del cibo. Il GLP-1 agisce a livello delle β-cellule pancreatiche stimolando la secrezione di insulina glucosio dipendente. Bloccando gli effetti dell’enzima DPP-4 si prolungano, dunque, quelli del GLP-1. È interessante allora acquisire informazioni circa l’efficacia e la sicurezza degli inibitori del DPP-4 quando associati alla metformina. In questa revisione,delle tre molecole oggi disponibili, si prende in considerazione ilsaxagliptin.

Disegno dello studio
Si tratta di uno studio, randomizzato, a quattro bracci, indoppio cieco, controllato con placebo, di pazienti con DM2 non adeguatamente controllati (HbA1c ≥ 7% e ≤10%) con una dose stabile di Metformina in monoterapia tra 1500e 2500 mg\die. I pazienti eleggibili (N=743) sono stati assegnati, in maniera casuale da un sistema automatico, ad uno dei quattro bracci (con 2,5 – 5 e 10 mg di Saxagliptinuna volta al dì oppure Placebo) per un periodo di trattamento di 24 settimane (N= rispettivamente: 192,191,181 e 179); durante questo periodo i pazienti hanno continuato ad assumere anche il dosaggio di Metformina del periodo di arruolamento. I pazienti che hanno completato la fase di trattamento di 24 settimane hanno potuto accedere alla fase di estensione dello studio di 42 mesi.

Endpoint di efficacia
L’obiettivo primariodello studio era la variazione alla 24° settimana,rispetto al baseline,dell’ HbA1c.Gli obiettivi secondari erano: calcolarela percentuale dei pazienti a target(definito come HbA1c < 7.0%)e la variazione dal baseline alla 24° settimana della glicemia a digiuno e della glicemia post prandiale,definita come area sotto la curva (AUC) a 3-h, a seguito di un test di tolleranza glicidica con 75 g di glucosio orale (OGTT).

Endpoint di sicurezza
Relativamente alla sicurezza si registravano tutti glieventi avversi(incluso le ipoglicemie) rilevati tramite l’esame fisico, i segni vitali, l’elettrocardiogramma e le misurazioni standard di laboratorio. La reportistica sugli eventi avversi includevale valutazioni degli sperimentatori in merito alla gravità e all’eventuale correlazione con il farmaco in studio.

Risultati chiave
Rispetto al baseline, alla 24° settimana il trattamen- to con Saxagliptin con 2,5- 5 e 10 mg ha dimostra- to in confronto al gruppo Metformina + placebo:

  • per l’obiettivo principale: una riduzione del- l’HbA1c statisticamente significativa (rispetti- vamente -0,59%, -0,69%, -0,58% vs +13%, P<0,0001). L’efficacia massima di riduzione del- l’HbA1c è stata raggiunta alla 12° setti- mana ed è stata mantenuta fino alla 24° set-timana. Vedi figura 1

  • per gli obiettivi secondari:

    • o una maggiore percentuale di pazienti che hanno raggiunto il targetdi HbA1c < 7% (rispettivamente; 37%, 44%, 44% vs 17%, P<0,0001)

    • o una riduzione statisticamente significativa sia della glicemia a digiuno (rispettivamente: -14,3, -22,02, -20,5 vs +1,24 mg\dl) sia post-prandiale AUC (rispettivamente: -63,9, 62,1, 40,7 vs -21,0 mg\dl a 120’; P <0.0001). Vedi Tabella 1 .

Sicurezza
Il trattamento con Saxagliptin è stato generalmente ben tollerato a tutti i dosaggi testati. La percentuale di pazienti che hanno avuto almeno un evento avverso è stata del 74,3%, per i pazienti trattati con Saxagliptin contro il 64.8% per quelli trattati con Metformina+Placebo . In generale, la frequenza dei più comuni eventi avversi registrati tra i pazienti trattati con Saxagliptin era simile a quella dei pazienti del gruppo Metformina+Placebo, così come la percentuale dei pazienti con uno o più eventi avversi gravi.In particolare l’incidenza di ipoglicemia e la riduzione del peso corporeo sono state sovrapponibilinei diversi gruppi. Per nessuno dei pazienti che hanno fatto registrare un evento avverso gravesi è potuta accertare una correlazione con il trattamento.Vedi Tabella 2

Conclusioni cliniche
Lostudio ha dimostrato che Saxagliptin in mono-somministrazione giornaliera, in combinazione con Metformina per un periodo di 24 settimane ha determinato una riduzione di HbA1c clinicamente e statisticamente significativa rispetto ai pazienti trattati con Metformina in mono-terapia. Questi risultati suggeriscono che Saxagliptin rappresenta una valida opzione terapeutica per la gestione dei pazienti con DM2 non adeguatamente controllati con Metformina in mono-terapia.

Ricadute nella pratica clinica del MMG e considerazioni del revisore
Lo studio dimostra buoni e significativi risultati circa l’associazione alla metformina dell’inibitore del DPP-4 saxagliptin (a tutti i dosaggi considerati). Tali risultati confermano quelli altrettanto positivi con altre gliptine (3-4-5).
Alcuni vantaggi pratici nell’uso di queste molecole sono:

  • la doppia efficacia sia sulla glicemia a digiuno che postprandiale

  • la bassa incidenza di ipoglicemie (assimilabile a quella della metformina).

Come dunque raccomandato anche dalle linee guida nazionali (1), in caso di fallimento della terapia con metformina, le gliptine possono rappresentare una valida opzione terapeutica. Il MMG deve comunque tenere presente che le gliptine oggi sono prescrivibili previo piano terapeutico redatto dal diabetologo e quindi se il paziente a giudizio del MMG è eleggibile al trattamento, egli deve essere inviato al centro diabetologico.
L’eleggibilità al trattamento con gliptine(ma anche per la scelta di altre opzioni terapeutiche) si deve basare sulle caratteristiche metaboliche e fenotipiche del paziente e quindi essa è fortemente personalizzata.Grazie a queste attente valutazioni è possibile scegliere i pazienti che più si possono giovare del trattamento con le gliptine in associazione, sia pur a fronte di costi-terapia più elevati. Sono disponibili comodi algoritmi terapeutici grazie ai quali la scelta può essere assistita e semplificata.
L’efficacia della terapia con saxaglipincirca la riduzione del rischio di complicanze soprattutto CardioVascolarinon era negli obiettivi di questo studio, ma sono in corso trial che stanno valutando il problema.

Bibliografia

  1. http://www.aemmedi.it/files/Lineeguida_Raccomandazioni/2010/20102010_linee_guida.pdf

  2. http://www.aemmedi.it/algoritmi_it_2012/

  3. Charbonnel B, Karasik A, Liu J, Wu M, Meininger G; SitagliptinStudy 020 Group.Efficacy and safety of the dipeptidyl peptidase-4 inhibitors itagliptinadded to ongoing metformintherapy in patients with type 2 diabetes inadequately controlled with metformin alone.Diabetes Care. 2006 Dec;29(12):2638-43.

  4. Bosi E, Camisasca RP, Collober C, Rochotte E, Garber AJ. Effects of vildagliptin on glucose control over 24 weeks in patients with type 2 diabetesinadequatelycontrolled with metformin. J Clin Endocrinol Metab 2012;97(3):1020-31

  5. Nauck MA, Ellis GC, Fleck PR, Wilson CA, Mekki Q; AlogliptinStudy 008 Group. Efficacy and safety of adding the dipeptidyl peptidase-4 inhibitoralogliptin to metformintherapy in patients with type 2 diabetesinadequatelycontrolled with metforminmonotherapy: a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlledstudy. Int J Clin Pract. 2009 Jan;63(1):46-55.

Carica più articoli correlati
Carica ancora in Area Metabolica

Leggi Anche

CDC: National Diabetes Statistics Report 2014

E’ stato pubblicato dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) il report statist…