24
MAR
2014
Area Pneumologica

Linee guida per il congresso del popolo cinese


Presentazione del lavoro di Ario Ruprecht per la riivsta SIMG

Giovanni Invernizzi si dedicò per molti anni allo studio del  problema del tabagismo ed al relativo ruolo del medico generale. Divenne in tale settore uno dei maggiori esperti del nostro Paese. Più recentemente estese il suo interesse ai problemi dell’inquinamento dell’aria, effettuando originali studi con l’inseparabile amico Ario Ruprecht, geniale costruttore di strumenti di rilevazione. I dati delle sue ricerche furono presentati in prestigiosi congressi di rilievo mondiale e sulle più autorevoli riviste scientifiche. L’eco di quel lavoro non si è ancora spento, anche oggi vive e continua ad essere un punto di riferimento nel mondo scientifico.

Dott. Germano Bettoncelli, Responsabile Area Pneumologica SIMG

Linee guida per il congresso del popolo cinese

Nel 2008 il Comune di Milano introdusse delle restrizioni al traffico veicolare entro la Cerchia dei Bastioni (ECOPASS) allo scopo di ridurre la congestione e nello stesso tempo l’inquinamento da polveri sottili. Secondo il Comune si sarebbe ottenuta una riduzione del 30 % nelle concentrazioni del PM10 (particelle aerosospese di diametro fino a 10 micrometri)

Giovanni Invernizzi e Ario Ruprecht, del Laboratorio di Ricerche Ambientali della SIMG, espressero qualche perplessità in merito e decisero di effettuare delle rilevazioni su campo. I risultati confermarono i dubbi e dimostrarono che non c’era alcuna differenza statisticamente significativa tra dentro e fuori l’area Ecopass e furono pubblicati su Epidemiologia & Prevenzione (Epidemiologia &Prevenzione 2009; 33(1-2):21-26).

Successivamente però il nostro Laboratorio ebbe occasione di collaborare con il prof. C. Sioutas della Università della California del Sud di Los Angeles e con il prof. D. Westerdahl della Cornell University di Ithaca, New York, che ci misero a disposizione nuove apparecchiature di analisi in grado di misurare in tempo reale un componente importante dei PM (PM1, PM2,5 e PM10) e cioè il carbonio elementare o black carbon che ha la caratteristica di essere un buon indicatore di prossimità di fonti di emissione veicolare. Le concentrazioni di questo inquinante, di perse non tossico, sono però strettamente correlate con la presenza di Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) molti dei quali sono tossici e/o cancerogeni. Vennero ripetute le misurazioni ed i risultati, pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Atmospheric Environment (Atmospheric Environment 45 (2011) 3522-3527), confermarono che i PM non diminuivano, come misurato precedentemente, ma mostrarono invece una riduzione del contenuto di black carbon nei PM di oltre il 45 % nella zona a traffico limitato e addirittura del 60 % nella zona pedonale! Quindi le restrizioni del traffico rendono i PM molto meno tossici e cancerogeni a parità di massa respirata.

Ma queste misurazioni si riferivano solo all’inquinamento misurato a livello pedonale. Non si sapeva se il miglioramento si estendesse anche ai piani alti degli edifici con il beneficio di una migliore qualità dell’aria anche per i residenti entro l’area a traffico limitato. Nè si sapeva se questo miglioramento si mantenesse anche d’inverno con i riscaldamenti in funzione, ne se l’interferenza dei riscaldamenti rendesse misurabile questo miglioramento, nel caso ci fosse.

Grazie ad un finanziamento da parte dell’AMAT, Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio del Comune di Milano e in collaboarzione con l’ing. Silvia Moroni, il nostro Laboratorio preparò un protocollo di analisi e iniziò un programma di rilevazioni dentro e fuori la zona a traffico limitato che nel frattempo aveva subito alcune modifiche normative ed era stata chiamata AREA C. Il progetto é  durato più di un anno con rilievi prolungati su tutte le stagioni, a livello pedonale ed a livello dei terzi piani di edifici. I risultati confermarono le misure precenti a livello pedonale, e dimostrarono sensibili riduzioni nel black carbon nei PM anche a livello dei terzi piani, riduzioni misurabili pure in presenza dell’interferenza dei riscaldamenti. Insieme con AMAT, stiamo preparando il lavoro per la seconda pubblicazione su Atmospheric Environment, ma tutti i risultati sono già disponibili nei dettagli e scaricabili in pdf dal sito dell’AMAT: http://www.amat-mi.it/it/ambiente/qualita-aria/il-progetto-di-monitoraggio-del-black-carbon/.

Nel frattempo l’AMAT riceveva l’invito, da parte di una delegazione cinese, di presentare lo schema dell’intervento dell’AREA C ed i risultati del miglioramento della qualità dell’aria al “International Forum on Economic Policies for Traffic Congestion and Tailpipe Emissions” nelle giornate del 13 e 14 Dicembre 2013 ad Hangzhou, Zhejiang Province, Cina. La presentazione fu fatta dall’ing. Silvia Moroni suscitò un notevolissimo interesse tanto che le venne richiesto di preparare una relazione completa di circa una cinquantina di pagine. E’ stata già completata e consegnata ufficialmente. Questa relazione verrà tradotta in cinese e farà parte di un Report intitolato “International Best Practices for Congestion Charge and Low Emissions Zone” che sarà considerato quasi come una specie di Bibbia (parole di Gong Huiming, Program Director, Transportation Program, The Energy Foundation, Beijing Office) per i futuri programmi di riduzione dell’inquinamento in Cina. Sarà anche presentata al prossimo Congresso Nazionale del Popolo Cinese in Marzo 2014 e costituirà un forte supporto per le discussioni sui problemi dell’inquinamento in Cina all’interno del Congresso stesso.

Questo riconoscimento è un forte incoraggiamento a proseguire con impegno immutato nell’opera, iniziata dal compianto e indimenticabile Giovanni, di ampliamento e divulgazione delle nostre conoscenze sull’inquinamento ambientale.

Ario Alberto. Ruprecht
Milano
3 marzo 2014
Figura 1 Pianta dell’AREA C

 

Documento Allegato
Il progetto di monitoraggio del Black Carbon a Milano

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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 13 giugno 2014
Articolo originariamente inserito il: 24 marzo 2014
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