01
FEB
2018
Ricerche e Trial clinici

La carenza di vitamina B2 mette le cellule staminali del cancro “in letargo”.


Le cellule staminali del cancro possono essere messe “in ibernazione” da un farmaco poco conosciuto chiamato difenilenodonio – o DPI – secondo i ricercatori dell’University of Salford, Greater Manchester, nel Regno Unito.

DPI inibisce efficacemente le cellule staminali del cancro [cancer stem cells (CSCs)], prevenendone la proliferazione.


Cancer stem cells put into hibernation by Salford Research

La scoperta è significativa perché il farmaco bersaglia i mitocondri delle cellule tumorali e blocca la propagazione delle cellule staminali tumorali senza causare gli effetti collaterali tossici normalmente associati alla chemioterapia più convenzionale.
Riferendo i risultati degli esperimenti sulla rivista “Aging“, il team ha osservato che l’aggiunta di DPI a una popolazione mista di cellule ha eliminato il tumore che iniziava dalle cellule staminali tumorali.

Gli autori descrivono come DPI bersaglia più di 90 enzimi proteici che alimentano i mitocondri e aiutano a generare l’energia della cellula. In particolare, DPI funziona come un inibitore della vitamina B2 – Riboflavina – affamando le cellule dell’energia.

La nostra osservazione è che DPI sta attaccando selettivamente le cellule staminali del cancro, creando efficacemente una carenza vitaminica […]. In altre parole, spegnendo la produzione di energia nelle cellule staminali del cancro, stiamo creando un processo di ibernazione” – afferma il professore Michael Lisanti.
I risultati sono particolarmente significativi data la terribile necessità di terapie antitumorali non tossiche e dei gravi effetti collaterali della chemioterapia convenzionale.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
Targeting flavin-containing enzymes eliminates cancerstem cells (CSCs), by inhibiting mitochondrial respiration: Vitamin B2(Riboflavin) in cancer therapy.
Ozsvari B, Bonuccelli G, Sanchez-Alvarez R, Foster R,Sotgia F, Lisanti MP.
Aging (Albany NY). 2017 Dec 16;9(12):2610-2628 https://doi.org/10.18632/aging.101351

Fonte: Università di Salford,

Tratto dal Weblog “Medicina in Biblioteca”

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Ultimo aggiornamento di questa pagina: 1 febbraio 2018
Articolo originariamente inserito il: 1 febbraio 2018
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