01
FEB
2018
Ricerche e Trial clinici

Creato il «correttore» perfetto del Dna malato


La tecnica di “taglia e cuci del Dna”, conosciuta con la sigla Cripsr-Cas9, si sta perfezionando. Al Cibio dell’Università di Trento si è trovato il modo di renderlo un’arma di precisione pressoché assoluta, che spara un solo proiettile e uccide il Dna malato. Uno strumento preciso capace di eliminare il Dna difettoso. “Un enzima di affidabilità assoluta, che effettua il cambiamento solo nel punto stabilito“, affermano i ricercatori.

Secondo lo studio, pubblicato su “Nature Biotechnology“, il genome editing sarà utilizzabile per la correzione delle alterazioni presenti, ad esempio in malattie genetiche e tumori.


Università Trento, scoperta molecola che uccide il Dna malato

La scoperta dei ricercatori trentini sta nel fatto di avere “costruito” un Cas9, chiamato evo-Cas9, capace di entrare in azione, cioè di tagliare il frammento di Dna (cioè il gene) soltanto quando l’Rna lo identifica con una precisione assoluta. “In questo momento la nostra evoCas9 è la macchina molecolare migliore al mondo per il genome editing” sottolineano i ricercatori.

evoCas9 è stata sviluppata sottoponendo Cas9 a una evoluzione darwiniana in provetta, da qui il nome evoCas9. Cas9 nasce nei batteri, dove la sua imprecisione è un vantaggio perché funziona come una sorta di sistema immunitario contro i DNA estranei che, tagliando qua e là, inattiva meglio il nemico. La nostra intuizione è stata di fare evolvere Cas9 in cellule non batteriche, i lieviti, che sebbene semplici sono molto più vicine a quelle umane. Qui l’abbiamo fatta diventare ciò che ci interessa sia: un cesello che intarsia solo dove deve, un’arma di precisione che colpisce in un punto e risparmia tutto il resto. Questo renderà il suo impiego nella clinica finalmente sicuro”. – Spiega la professoressa del CIBIO Anna Cereseto.

Gli ambiti di applicazione del “correttore perfetto” evoCas9 non si limitano alle malattie genetiche e ai tumori, ma si estendono agli altri settori non medici in cui il genome editing è ormai essenziale: il miglioramento delle piante di interesse alimentare e degli animali da allevamento.

Scarica e leggi il full text dell’articolo:
A highly specific SpCas9 variant is identified by in vivo screening in yeast
Antonio Casini, Michele Olivieri, Gianluca Petris, Claudia Montagna, Giordano Reginato, Giulia Maule, Francesca Lorenzin, Davide Prandi, Alessandro Romanel, Francesca Demichelis, Alberto Inga & Anna Cereseto
Nature Biotechnology Published online: 29 January 2018 doi:10.1038/nbt.4066

Fonte: CIBIO – Centro di biologia integrata dell’Università di Trento

Tratto dal Weblog “Medicina in Biblioteca”

Informazioni sull'autore
GD Star Rating
loading...
Ultimo aggiornamento di questa pagina: 1 febbraio 2018
Articolo originariamente inserito il: 1 febbraio 2018
Leggi articolo precedente:
Rivista MeDIA – Volume 17, Numero 4. Dicembre 2017

Numero 4 - 2017 Rivista completa INTERVISTA ALLA DOTTORESSA PAOLA PISANTI a cura di G.Medea con la collaborazione di F.Marchetti SEZIONE DI...

Chiudi