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Anziani ed anticolinergici

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Molti farmaci di uso comune hanno un effetto anticolinergico: psicotropi (antidepressivi triciclici, alcuni SSRI, antipsicotici), antispastici, antistaminici di prima generazione, la stessa furosemide.

Tra i numerosi effetti avversi gastroenterici (secchezza delle fauci, stipsi), urinari (ritenzione urinaria), oculari (ipertensione oculare) e cardiaci (aritmie), quelli neurologici (confusione, vertigini, discinesie, disturbi cognitivi), possono interessare con maggiore facilità i nostri pazienti anziani.

Gli anziani sono più sensibili a causa della fisiopatologia dell’invecchiamento (aumento della permeabilità della barriera emato-encefalica, riduzione del pool di acetilcolina) e dell’uso contemporaneo di più farmaci con effetto anticolinergico.

Le sostanze ad azione anticolinergica possono alterare le funzioni cognitive, dallo stato confusionale acuto fino all’aumento del rischio di demenza. Questi effetti riducono anche la performance fisica della persona; anche in assenza di effetti avversi manifesti, si possono osservare un peggioramento della mobilità, della forza muscolare e dell’equilibrio, con riduzione dell’autosufficienza.

Gli effetti cardiologici tendono a manifestarsi più spesso nei coronaropatici, probabilmente perché la cardiopatia coronarica rappresenta il terreno favorevole al manifestarsi degli effetti aritmogeni.

In uno studio caso-controllo, è stata valutata l’associazione tra l’esposizione a farmaci anticolinergici e rischio di demenza in 41.000 anziani (fascia di età, 65-99; età mediana, 83) con diagnosi recente di demenza e 284.000 controlli senza demenza.

Il periodo mediano di esposizione ai farmaci era di 7 anni. Dopo la correzione per fattori confondenti, la prescrizione di qualsiasi farmaco anticolinergico è stata associata significativamente a un aumento del 10% del rischio di demenza. L’esposizione a farmaci ad alta attività anticolinergica è stata associata a un aumento del rischio del 15%.

Gli autori raccomandano attenzione nell’uso di farmaci con effetti anticolinergici, soprattutto nell’anziano, considerando i rischi cognitivi a breve e lungo termine.

Per verificare il rischio di una certa terapia prescritta a un paziente è disponibile un calcolatore del carico anticolinergico (anticholinergic burden); sul sito si trova anche una scheda con le possibili sostituzioni raggruppate per classe.

Dott. Gilberto Lacchia

Tratto dal Blog:"Prescrivere" VAI AL BLOG
È esclusivamente del dott. Lacchia la responsabilità del contenuto e delle opinioni espresse in questo articolo, redatto in modo indipendente da SIMG.

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