aree corticali (figura 3)


1. sindrome frontale

La sindrome frontale è dovuta al coinvolgimento delle strutture della corteccia frontale che si trova anteriormente alla circonvoluzione frontale ascendente (aree premotorie 6, 8, 44 e aree prefrontali 9, 10, 11 ,45, 46).

sintomi

  • disturbi del tono muscolare e della motilità riflessa

    • ipertonia plastica di tipo extrapiramidale

    • esagerazione dei riflessi in flessione -fenomeno della prensione forzata- : chiusura involontaria e persistente delle dita dopo leggera stimolazione tattile del palmo della mano. Può essere evocato anche da stimoli visivi: il soggetto segue con la mano un oggetto per afferrarlo (fenomeno della calamita)

altri sintomi:

  • riflesso di prensione del piede, riflesso di succhiamento (protrusione delle labbra in seguito a stimolazione), fenomeno di Pötzl (contrazione del quadricipite femorale dopo flessione passiva della coscia sul bacino), fenomeno di iterazione motoria (movimento passivo che viene continuato fino a quando la mano dell’esaminatore resta a contatto con l’arto del soggetto), perseverazione motoria (il movimento che l’esaminatore ordina di eseguire al soggetto viene continuato e ripetuto anche dopo contrordine), ecoprassia (ripetizione passiva di gesti eseguiti dall’esaminatore)

  • disturbi dell’equilibrio: alterazioni della marcia e della statica con instabilità a mantenere il tronco eretto, tendenza alla retropulsione (atassia frontale)

  • disturbi della motilità oculare

    • lesioni distruttive: transitoria rotazione dei bulbi oculari verso il latodella lesione

    • lesioni irritative: rotazione dei bulbi oculari verso il lato opposto

    • crisi adversive: deviazione dei bulbi oculari e del capo

  • disturbi del linguaggio e delle prassie

    • afasia motoria di Broca (lesioni del lobo frontale dell’emisfero dominante)

    • agrafia

  • disturbi vegetativi: aumento / riduzione frequenza cardiaca, pressione arteriosa, valori glicemici, succhi gastrici, perdita del controllo psichico inibitorio degli sfinteri, sonnolenza, sbadiglio, iperperistalsi intestinale

  • disturbi psichici:

    • sindrome psichica prefrontale (frequente):

      • disturbi dell’umore e del carattere

    • Sindrome moriatica, caratterizzata da ricorrenti episodi di aumento del tono affettivo con euforia, disinibizione erotica, bulimia, linguaggio scurrile su uno sfondo di apatia e indifferenza o depressione o ansia

      • disturbi dell’affettività: inerzia frontale, con perdita dell’iniziativa psico-motoria (lavarsi, vestirsi, cucinare)

      • disturbi intellettivi: decadimento cognitivo di tipo demenziale con disturbi della memoria e dell’attenzione

 

sintomi

  • vasculopatie: rammollimenti nel territorio dell’arteria cerebrale anteriore
  • tumori: prevalgono i disturbi psichici
  • sindromi demenziali: demenza di Pick da atrofia frontale
  • sindromi psico-chirurgiche: lobotomie totali, con sindrome a predominanza deficitariat
  • traumi: sindrome simile a quella chirurica

2. sindrome rolandica

Si realizza per lesioni che interessano la circonvoluzioni pre-rolandiche e post-rolandiche

sindrome rolandica anteriore o dell’area motoria corticale

sintomi irritativi: crisi motorie jacksoniane

sintomi deficitari:

  • deficit di forza che si manifesta in base al’estensione della lesione: emiplegia-emiparesi, monoplegia-monoparesi arto superiore, inferiore, faccia (rara la forma isolata)

  • i deficit motori riguardano soprattutto i segmenti distali degli arti e i movimenti fini e possono simulare paralisi periferiche (radiali, ulnari o lombo-sacrali) che si possono facilmente differenziare per la concomitante presenza di segni centrali (iperreflessia profonda, Babinski, scarsa atrofia muscolare)

sindrome rolandica posteriore o dell’area sensitiva corticale

sintomi irritativi: crisi motorie jacksoniane


sintomi deficitari

  • grave compromissione delle sensibilità profonde e combinate: senso di posizione, discriminazione tattile, capacità di distinguere ad occhi chiusi al solo tatto la forma, la consistenza, le dimensioni, la temperatura degli oggetti (stereoagnosia), riconoscimento dei movimenti passivi. Presenza del fenomeno dell’estinzione o della disattenzione tattile

  • ipotonia, flaccidità, atassia (per deficit del senso di posizione)

 

3.sindrome parietale

 

Considerati i rapporti anatomici, una sindrome parietale pura si verifica per il coinvolgimento della circonvoluzione parietale ascendente (sindrome rolandica posteriore)

 

Più di frequente i quadri sintomatologici sono misti per il concomitante coinvolgimento di zone dell’area occipitale e temporale (sindromi temporo-parietali e occipito-parietali)

sintomi da lesione delle aree parietali posteriori (lobulo parietale superiore)

compromissione delle sensibilità discriminative all’emicorpo controlaterale

sintomi da lesione delle aree parietali inferiori (lobulo parietale inferiore)

 

  • disturbi dello schema corporeo: anosognosia (negazione da parte del paziente della propria patologia, in genere emiplegia sinistra), anosodiaforia (totale indifferenza della patologia), emisomatoagnosia (mancata percezione dell’emicorpo sinistro), autotopoagnosia (impossibilità a disegnare e denominare parti del corpo), asimbolia al dolore che non viene percepito come tale, prosopoagnosia (agnosia per le fisionomie), emidisattenzione per lo spazio

  • disturbi delle prassie:

    • aprassia ideomotoria, aprassia costruttiva, aprassia dell’abbigliamento

    • disturbi del linguaggio per interessamento di parte del’area del linguaggio di Wernike che si trova a cavallo tra lobo parietale e temporale (prevalente)

    • sindromi non riconducibili a lesioni di aree parietali specifiche, amiotrofie parietali (mano parietale), atassia parietale, iperpatia, di tipo talamico, disturbi visivi (quadrantopsia inferiore controlaterale), disturbi vestibolari, disturbi gustativi

cause

  • Vasculopatie: rammollimenti arteria cerebrale media con emiplegia, emianestesia, emianopsia, alterazioni delle funzioni simboliche; rammollimenti posteriori o localizzati

  • tumori: traumi: frequenti, determinano la comparsa di sintomatologia caratteristica (aprassia costruttiva, asimbolia tattile, quadrantopsia inferiore)

3.sindrome temporale

Insieme alla neocorteccia temporale, nel lobo temporale sono presenti strutture filogeneticamente più antiche e rappresentate dal sistema limbico

sintomi:

  • disturbi uditivi: L’area uditiva (area 41 e 42 di Brodman) si trova nella circonvoluzione temporale superiore

    • sintomi irritativi con allucinazioni uditive elementari (suoni semplici) o complesse (parole, musica)

    • sintomi deficitari con sordità per lesioni bilaterali, ipoacusia per lesioni unilaterali

  • disturbi olfattivi e gustativi: prevalenti sono i sintomi di tipo irritativo con allucinazioni olfattive e gustative in genere sgradevoli e tipiche delle crisi uncinate. Rappresentano uno dei sintomi principali di lesioni temporali

  • disturbi vestibolari e dell’equilibrio:disturbi vestibolari parossistici nelle crisi epilettiche temporali, vertigini permanenti nei tumori temporali (rare)

  • disturbi visivi

    • lesioni distruttive: quadrantopsia superiore controlaterale per lesioni delle radiazioni ottiche

    • lesioni irritative: allucinazioni visive complesse speso associate a fenomeni di visione di ricordi passati

  • disturbi delle funzioni simboliche

    • disturbi fasici: afasia di Wernicke e afasia amnestica

    • disturbi gnosici: agnosia uditiva (rara)

    • disturbi prattici: aprassia ideatoria (rara)

  • disturbi vegetatiivi e oro-genitali

    • lesioni irritative: sintomi molto caratteristici delle crisi epilettiche temporali rappresentati da aura epigastrica, crisi vegetative e oro-faringee)

       

    • lesioni distruttive: sindrome di Klüver-Bucy con aumento e deviazione delle condotte orali e sessuali, docilità e passività, aumento delle reazioni a stimoli visivi con manipolazione di oggetti, tendenza a esaminare gli oggetti con la bocca

  • disturbi psichici

    • disturbi della sfera emotiva

    • parossistici per focolai epilettogeni con accessi di collera, aggressività, depressione, euforia, spesso associati a crisi epigastriche e neurovegetative

       

    • permanenti con alterazioni del carattere, labilità emotiva, euforia, depressione

  • disturbi psicomotori: alterazioni dello stato di coscienza con stati confusionali e pseudo assenze, disturbi dell’attività motoria con automatismi mimici, gestuali e verbali

    • disturbi delle funzioni mnesiche e dell’apprendimento, deficit della memoria di fissazione (sindrome di Korsakoff, demenze)