Background
L’ottavo congresso su Soia e Salute si è tenuto a Tokio dal 9 al 12 novembre 2008 (il primo si era tenuto nel 1994). Ad eccezione di quelli svolti a Bruxelles e Bangkok, tutti i convegni si sono tenuti negli Stati Uniti, mentre quest’ultimo si è tenuto proprio nell’area geografica dove la soia è maggiormente consumata nel mondo. La soia è stata introdotta nella alimentazione umana in Cina circa 1000 anni fa, ma è stata proprio la constatazione della bassa incidenza di tumori della prostata e della mammella e di patologia cardiovascolare in Giappone, nonostante l’elevato tenore di vita della popolazione, a sollevare l’interesse delle autorità sanitarie mondiali negli anni 90 verso le proprietà benefiche della soia, uno degli alimenti tipici e molto consumati in questo paese. La componente più interessante contenuta nella soia sono gli isoflavoni ( un mix di vari composti difenolici denominati genisteina, daidzeina, gliciteina, e in particolare un derivato della fermentazione batterica denominato “equol” che alcuni soggetti producono più di altri) . Nei paesi occidentali l’introito di isoflavoni è all’incirca di 3 mg al giorno mentre in Giappone, tra i soggetti adulti, è tra i 30 e i 50 mg al giorno (una quantità contenuta in circa 10 gr di proteine di soia – cioè circa 60-70 gr di prodotto intero). L’interesse iniziale per gli isoflavoni è stato determinato principalmente dalla capacità di queste sostanze di legarsi ai recettori degli estrogeni nella regolazione ormonale (ad esempio come riequilibratori “naturali” in menopausa), mentre in seguito si è data maggiore importanza ad una possibile azione preventiva antineoplastica e di riduzione del rischio cardiovascolare.
Metodi
Non si tratta di un trial nè di una metanalisi, bensì del resoconto delle relazioni più rilevanti del recente congresso su Soia e Salute. I dati riportati sono dunque solo parzialmente rivisti criticamente dall’autore dell’articolo originale e non è possibile una verifica autonoma da parte del revisore. Tuttavia, per l’interesse dell’argomento e la rilevanza per la comunità medica di conoscere lo stato dell’arte su tale tema non ben conosciuto, si è stabilito di prendere comunque in esame l’articolo e proporlo come recensione.
Risultati. Effetti di una dieta ad alto contenuto di soia su:
Rischio di neoplasia mammaria
La possibilità che la soia abbia un effetto protettivo verso la neoplasia mammaria (1) aveva determinato venti anni fa la decisione da parte delll’ U.S. National Cancer Institute di finanziare la ricerca sulla soia, a partire dall’ipotesi che sia un alimento funzionale. Dopo venti anni (2) non sono emersi elementi decisivi di evidenza, eccetto una scuola di pensiero che ritiene che la soia abbia questo effetto ma solo se assunta durante l’adolescenza piuttosto che nell’età adulta. Addirittura negli ultimi 10 anni si era manifestata una incongruenza per cui mentre da una parte si rilevava la bassa incidenza e la migliore sopravvivenza per neoplasia mammaria tra le giapponesi, dall’altra parte si paventava una possibile maggiore incidenza della stessa neoplasia tra le donne che utilizzavano gli isoflavoni della soia in post menopausa.
Fertilità nel sesso maschile
In passato si è ipotizzato che un elevato consumo di isoflavoni di soia da parte di maschi fertili potesse determinare una riduzione della quantità di sperma prodotto, una diminuzione della fertilità e anche della produzione di ormoni correlati alla sessualità maschile (3). Nel convegno sono stati presentati 2 studi non ancora pubblicati di cui uno italiano (Serafini, San Raffaele, Milano) e una metanalisi (Jill Hamilton-Reeves del College of St. Catherine in Minneapolis) nei quali si smentisce questa possibilità.
Prevenzione della osteoporosi post menopausale
Era già stato ipotizzato un effetto benefico in tal senso(4). Sono stati presentati 3 nuovi studi, di cui uno italiano, condotto presso l’Università di Messina (5) nel quale è stata testata la genisteina in 71 donne osteopeniche in post menopausa, che dimostra un incremento in 3 anni della massa ossea vertebrale e femorale dell’8 e 9% rispettivamente contro una diminuzione del 12 e 8% nel gruppo placebo di 67 donne. Negli altri studi non è stato somministrato un singolo isoflavone bensì un mix come normalmente presente nella dieta. Nel Singapore Chinese Health Study, uno studio di coorte prospettico su 63,257 soggetti sia maschili che femminili si è rilevato, in circa 10 anni di osservazione, che le fratture nei soggetti maschili non erano correlate al consumo di proteine di soia mentre nei soggetti femminili in post menopausa si riducevano in maniera altamente significativa e dose correlata. Anche nello Shanghai Women’s Health Study pubblicato 4 anni fa si era registrato approssimativamente la riduzione di un terzo del rischio di frattura (6).
Riduzione delle reazioni vasomotorie in menopausa
L’azione protettiva degli isoflavoni di soia era stata ipotizzata già nel 1995 (7) e da allora sono stati presentati oltre 50 studi. Da una revisione critica degli stessi tuttavia si è evidenziato che tale effetto si ottiene solo se si assumono almeno 15 mg di genisteina al dì ed è tanto più rilevante quanto più è intenso il sintomo al baseline (8-10).
Riduzione dei livelli di colesterolo
Nel 1995 una metanalisi pubblicata sul New England J Med(11), che valutava già allora 38 trial, concludeva affermando che una dieta a base di soia abbasserebbe le LDL del 12,9%. Questa conclusione aveva determinato una serie di “health claims” in favore dell’uso di soia per abbassare il colesterolo; tuttavia le metanalisi successivamente pubblicate hanno minimizzato tale effetto e negli anni 2000 gli “health claims “ sono stati parzialmente ridimensionati. Una metanalisi globale dal 1978 a oggi presentata al convegno e non ancora pubblicata rileva che l’effetto positivo della soia è stato studiato con la proteina intera e non con estratti e quindi i risultati sono più difficili da interpretare, ma è comunque dimostrato nei 2/3 degli studi metodologicamente validi che, anche se la riduzione delle LDL sarebbe solo del 5% e quindi nettamente minore di quella ottenibile con le statine ed anche con i fitosteroli, questo effetto è comunque rilevante in una prospettiva di salute pubblica.
Ipotesi "equol"
L’ “equol” [4-hydroxy-3-(4’-hydroxyphenyl)- chroman] è un metabolita specifico della dadzeina, prodotto dalla metabolizzazione di tale isoflavone da parte dei batteri intestinali. Non tutti hanno la possibilità di produrlo e non è chiaro se con opportuni accorgimenti si può diventare capaci di produrlo. E’ stata ipotizzata una sua utilità nel prevenire il K prostatico ma debbono ancora emergere dati convincenti a riguardo.
Implicazioni per la pratica clinica
Certamente per il Medico di Medicina Generale un intervento sullo stile di vita di un paziente a elevato rischio cardiovascolare o di una donna in post menopausa, per ridurre rispettivamente il rischio di patologie cerebrovascolari oppure di fratture e alleviare anche i sintomi della menopausa, sarebbe utile e praticabile se fosse corredato dalle necessarie evidenze. Peccato tuttavia che i benefici effetti della soia, come anche di altri alimenti vegetali, rimangono ancora leggende o evidenze così deboli e contrastate che non incidono sulla clinica reale. Certamente sarebbe più utile uno stile alimentare salutare piuttosto che assumere in maniera ossessiva una decina di pillole per abbassare i rischi delle patologie croniche degenerative, magari estratte da elementi del mondo vegetale ma, nonostante indizi utili, ancora le evidenze debbono crescere. Tuttavia almeno è chiaro per quali problemi una alimentazione a base di soia potrebbe essere utile: la prevenzione della patologia cardiovascolare, i problemi della post menopausa e la prevenzione della neoplasia mammaria e forse del cancro prostatico. Poiché si tratta di un alimento a basso costo e diffuso nel mondo vi è un forte impulso alla ricerca per motivi sociali.
Conclusioni del revisore
Gli alimenti a base di soia (così ricchi di isoflavoni) rappresentano sempre un argomento di grande interesse scientifico per la comunità medica. Gli studi sullo stile di vita sono sempre un campo difficile per la ricerca perché a forte rischio di bias e la percezione di una sostanziale inconsistenza dei dati a favore della soia è principalmente dovuta a problemi metodologici dei trial. Oltre agli isoflavoni, si stanno studiando anche le proteine della soia che non sembrano prive di effetti come, ad esempio, la riduzione dei livelli pressori, ma tuttavia è necessaria ancora molta ricerca perché gli effetti benefici di questo legume escano dalla leggenda ed entrino nella scienza.
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